L’AMORE NON BASTA Roberto Costantini

L’AMORE NON BASTA, di Roberto Costantini (Marsilio – marzo 2026)

Dopo un bel po’ di tempo, circa otto anni, Roberto Costantini ci riporta alle vicende del suo personaggio più famoso, Michele Balistreri, il protagonista della Trilogia del male, che abbiamo ritrovato anche in altri tre libri della serie- La moglie perfetta, Ballando nel buio, Da molto lontano- ed adesso- dopo la serie di Aba Abate, in cui comunque riesce a fare capolino, in quest’ultimo L’amore non basta; e qui ci fa ritrovare il nostro spregiudicato commissario in età avanzata, intento a raccontare alla sua compagna, Bianca, una storia avvenuta in Sardegna più di quarant’anni prima. Balestrieri e Bianca sono a Lampedusa, dove Linda, la figlia di Michele, sta per sposarsi con John, matrimonio a cui seguirà l’adozione del piccolo Tim.

Il racconto che il nostro commissario fa a Bianca risale all’estate del 1984 durante un periodo in cui Balestrieri era stato trasferito in Sardegna per punizione, motivata dal fatto di avere la pistola facile. Era quella una stagione in cui in Sardegna erano frequenti rapimenti che non sempre andavano a finire bene per le persone sequestrate; in un alternarsi di tempi e luoghi diversi- la Sardegna, Roma e Lampedusa- la storia ci presenta vari personaggi e tante sfaccettature e contrasti a cominciare dalla figura di Balestrieri, là giovane e spregiudicato, con una vita inquieta, qua un vecchio ultrasettantenne che fa i conti con la propria vita.

E poi c’è il contrasto tra Balestrieri ed il suo compagno di indagine nell’isola, per il sequestro di una bambina del luogo ritrovata morta in un nascondiglio e poco dopo per quello del figlio di una ricca coppia romana legata al mondo dell’edilizia con qualche aggancio con la malavita: Balestrieri è quello che abbiamo conosciuto nei libri della serie, cinico sino al pessimismo più profondo, violento e spregiudicato, proprio l’opposto del giovane Martiradonna, un uomo di mare finito sui monti a fare il poliziotto per assicurare una sicurezza economica alla famiglia, un uomo di pace con l’animo da filosofo.

E poi due donne: Bianca, la compagna di Michele, l’unica capace di leggergli dentro l’anima, che è sempre lì per lui, e l’altra, Grazia, la moglie di Martiradonna, una donna barbaricina, che ha subito una violenza e che cerca di sfuggire alla vita attuale, un po’ perché si sente soffocata, un po’ perché è ambiziosa. Da questo mix viene fuori una storia intensa, in cui l’amore non è sufficiente a riparare i danni ed a sanare le ferite; una storia che non può non appassionare il lettore e che ci dona un libro interessante, che non ci fa rimpiangere il Costantini che abbiamo conosciuto sinora.

Recensione di Ale Fortebraccio

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga​ ​- Il Commissario Balistreri

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga​ ​- Il Commissario Balistreri (Roberto Costantini)

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