La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: Giovanna Pintus e Bianca Contini – Due prof investigatrici (Maria Letizia Musu)
Puntata n. 144
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GIOVANNA, l’entusiasmo che cammina
Giovanna è un’ottimista senza speranza: crede nelle storie d’amore, nei miracoli, nei percorsi detox, nelle tisane che promettono la pace nel mondo. E soprattutto crede in Bianca, più di quanto Bianca creda in se stessa.
Ha una comicità naturale, spontanea, involontaria: non deve preparare battute, le incarna. È quella che dice la cosa sbagliata nel momento giusto, e la cosa giusta nel momento sbagliato. Eppure, in qualche modo, funziona sempre.
Lei è il dottor Watson della coppia. Professoressa di scienze, ha conoscenze e competenze importanti durante un’indagine che, per lei, non è proprio una linea retta.
È la forza centrifuga della coppia: spinge, trascina, accelera, smuove. È il vento che porta Bianca dove Bianca non andrebbe mai da sola.
BIANCA, la calma che non è calma
Bianca è l’apparente equilibrio. Quella che sembra tranquilla, composta, a volte insicura. Quella che pensa prima di parlare, e spesso pensa troppo.
Ma sotto quella superficie c’è un vulcano: emozioni che non dice, paure che non confessa, desideri che non ammette nemmeno a se stessa. È ironica, ma con un’ironia sottile.
Ama la routine, le certezze, le cose che non cambiano
Bianca è perfetta per un mistero, anche se non vuole esserlo. È la forza centripeta: trattiene, analizza, frena. È la voce che dice “aspetta”, mentre Giovanna dice “vai”.
INSIEME
Giovanna accelera, Bianca frena.
Giovanna sogna, Bianca analizza.
Giovanna si butta nei guai, Bianca ci finisce dentro per osmosi.
Sono il cuore comico ed emotivo della storia. Sono il motivo per cui il lettore resta, ride, si affeziona. Sono la scintilla che accende tutto: il mistero, la comicità, la tenerezza, la tensione.
E soprattutto: sono due donne che, insieme, funzionano meglio di quanto funzionerebbero da sole.
La Redazione
Omicidi, ore buche e calamari fritti Maria Letizia Muso


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