IL BUIO OLTRE LA SIEPE Harper Lee

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IL BUIO OLTRE LA SIEPE, di Harper Lee

Recensione 1

La fine dell’ anno mi ha regalato uno dei personaggi più indimenticabili mai letti: Atticus Finch.

Questa è una storia che parla di pregiudizi e di razzismo ma credo che il tema principale, sotterraneo eppure onnipresente in ogni pagina, sia quello del senso del dovere e di ciò che si è disposti a rischiare per onorarlo.

IL BUIO OLTRE LA SIEPE Harper Lee Recensioni e News UnLibroAtticus, avvocato penalista, prende la difesa di Tom Robinson, un nero accusato di aver stuprato una concittadina bianca e, incurante delle dicerie e delle cattiverie della gente, vuole assicurare al suo cliente un processo equo e giusto.

È interessante che la vicenda (che si svolge tra il 1932 e il 1935 in una cittadina immaginaria del sud dell’ Alabama) venga narrata 30 anni dopo proprio dalla figlia di Atticus, l’allora seienne Scout.

Questo permette che i fatti siano esposti attraverso gli occhi di una creatura non ancora dominata dai pregiudizi dell’epoca e, nello stesso tempo, da colei che vivrà sulla propria pelle le conseguenze della condotta paterna.

In certi momenti viene da chiedersi se Atticus sia un buon padre: per servire una causa (per quanto giusta e sacrosanta) è disposto a mettere in difficoltà i propri figli e a farli etichettare come “negrofili”.

Non sono tante le persone disposte a compiere sacrifici per seguire un ideale e ancora meno sono quelle disposte a chiedere alla propria famiglia di farlo.

Atticus in realtà nemmeno lo chiede (è vedovo e i suoi figli sono troppo piccoli) e se ne prende semplicemente la responsabilità.

Porta avanti la causa con una fede democratica incrollabile.

Oltretutto è intimamente convinto di avere perso in partenza perché, anche davanti all’evidenza della sua innocenza, un nero non potrà e non dovrà vincere contro un bianco.

Difficilmente la giuria uscirà dalla via sicura del pregiudizio e altrettanto difficilmente il ragionevole dubbio varrà di fronte a un “negro” (qui ci sarebbe da aprire un temone sulla questione delle giurie).

Tuttavia si fa, si tenta, si va avanti: questa è forse una storia di sconfitta ma è anche una storia di grandissima speranza.

Ci sono uomini come Atticus e come i suoi figli che sono disposti a sfidare le nostre ristrettezze, sono disposti ad andare oltre la siepe che ci separa dal diverso e a regalarci un mondo più giusto.

Io non so se sia possibile definire Atticus come un padre esemplare, però so con certezza che se noi tutti gli somigliassimo almeno un po’, il mondo sarebbe un posto migliore.

C’è poi una storia parallela, non meno importante e non meno coinvolgente.
C’è Arthur Radley, il vicino di casa affetto da debolezza mentale, rinchiuso da almeno due decenni dentro le mura domestiche.

Scout, il fratello maggiore Jem e l’amico di infanzia Dill, con quella curiosità temeraria e sfrontata tipica dei bambini, tentano di farlo uscire di casa, o quanto meno di mettersi in contatto con lui. Sono animati da una fantasia orrorifica, ma sono anche le uniche persone che manifestano un interesse per questo povero personaggio.

 

E sarà questo a salvare tutti

Con un colpo di coda spettacolare, la trama si concluderà in un cerchio perfetto e lascerà tutti a bocca aperta.
Io mi sono parecchio commossa.

È uno dei finali più belli di sempre che, oltretutto, da’ un significato magnifico al titolo il quale, ricordo a tutti, in lingua originale non è “Il buio oltre la siepe” ma “To kill a Mockingbird” : uccidere un usignolo.

Lascio a voi il gradevole compito di indovinare chi siano gli usignoli in questa storia, anche se credo che molti lo sappiano o lo abbiano intuito già

Recensione di Nicoletta Tamanini

 

Recensione 2

Questa storia ce la racconta Scout, una bambina di 6-8 anni. Entriamo piano, attraverso le sue parole infantili, nella sua vita, tramite i racconti dei suoi giochi, della scuola, delle persone che la circondano. Siamo in Alabama, negli anni trenta. Scout vive con il padre avvocato, il fratello Jem, la tata di colore Calpurnia, in una famiglia serena, moderna, dove regna l’armonia e il rispetto. Quando il padre viene incaricato di difendere un uomo di colore da un’accusa gravissima, Scout si trova ad affrontare cose che non riesce a comprendere: cattiveria, pregiudizio, intolleranza.

 

All’inizio il suo sguardo è incredulo, la sua ingenuità di bambina la riempie di domande a cui non sa rispondere. Sarà grazie alla figura di suo padre Atticus, un personaggio magnifico, un esempio di saggezza e integrità morale, che Scout affronterà un percorso di crescita personale difficile, riuscendo a dare un senso agli eventi.

Questo è un libro che affronta temi attuali, e lo fa in modo delicato e gentile. Parla di intolleranza e di ingiustizia. Parla di pregiudizio. Soprattutto parla di razzismo, che arriva a permeare tutto, persino lo Stato, il cuore stesso della civiltà.

Per i temi che tratta, e per la semplicità con cui lo fa, per me è una lettura altamente consigliata.

Recensione di Nella Patanè 

Titolo presente anche nella Rassegna dei libri più letti e commentati a febbraio 2018

 

1 Commento

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