METELLO Vasco Pratolini

Pratolini

METELLO, di Vasco Pratolini

 

La vita di Metello Salani, figlio d’un renaiolo portato via dall’Arno, attraversa gli albori dell’Unità d’Italia fino agli inizi del Novecento, in un percorso di crescita che lo vede passare da manovale a muratore, con al centro i conflitti di classe spesso repressi o col sangue o col carcere. Il romanzo di formazione scala le tappe in salita fuor d’ogni ombra di retorica, depurato d’ogni traccia di lirismo, con un protagonista antieroe, né umile manzoniano né vinto verghiano, bensì semplice che si vota alla lotta di classe più per istinto e appartenenza che per convinzione intellettuale, dove il contraltare di fiera rettezza morale è semmai la moglie Ersilia, bussola esistenziale e punto di riferimento insostituibile.

L’opera prende col tempo le distanze dalle critiche dei contemporanei di rigore marxista per collocarsi semmai in un contesto pedagogico-educativo in chiave nazionalpopolare, nella sua accezione gramsciana di emblema identificativo e identitario della nostra società in un determinato periodo storico.

Recensione di Riccardo Del Dotto

METELLO Vasco Pratolini

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