LA VECCHIA Georges Simenon

LA VECCHIA, di Georges Simenon (Adelphi)

 

 

Parigi, gennaio 1959.

Una dopo l’altra, le vecchie case del quartiere Saint-Paul vengono demolite: si tratta di un piano di risanamento previsto da tempo. I residenti hanno ricevuto un’ingiunzione di sfratto già da due anni, e acqua, luce, gas sono stati tagliati.

Il commissario di polizia Charon ha scoperto che l’anziana inquilina di un cadente palazzo di rue de Jouy, che non vuole lasciare il proprio appartamento nonostante tutt’intorno gli edifici siano stati abbandonati o evacuati, potrebbe essere la nonna della 27enne Sophie Émel, detentrice di cinque o sei record mondiali di paracadutismo, pilota di jet e pilota nel circuito di Montlhéry, che abita in una via elegante lì vicino.

Così, fa visita alla ragazza che accetta di accompagnarlo a casa dell’anziana, un po’ per curiosità.

Juliette, nata il 12 settembre 1879, divorziata Viou e vedova Prédicant, barricata in casa ed organizzatasi per resistere ad uno stato d’assedio, è effettivamente la nonna di Sophie.

Le due parlano della madre di Sophie (in villa sulla Costa Azzurra) e della sorella gemella (con due bambini, il marito capo di gabinetto al ministero delle Finanze), ma per Juliette non fa ormai più nessuna differenza buttarsi dalla finestra o farsi crollare il tetto sulla testa, resterà lì.

Sophie le propone invece di trasferirsi da lei, dove avrà una piccola stanza: anche se lei convive con l’amica Lélia (cantante di cabaret e night club, che ha salvato dai guai), potranno provarci.

Inizia così una complicata convivenza, la cui descrizione occupa i restanti capitoli del romanzo. “Complicata” perché entrambe le donne sono turbate e affette da una profonda solitudine, e l’ostilità dell’una verso l’altra crescerà progressivamente nel corso della narrazione…

 

Recensione di Valentina Ferrari

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