È IL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA, MA QUASI NESSUNO NE PARLA 

CENTENARIO DI RAY BRACBURY

È IL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA, MA NESSUNO NE PARLA

IN RICORDO DI Ray Bradbury

Quasi nessuno oggi lo ha ricordato, eppure Ray Bradbury, nato esattamente un secolo fa, è stato uno dei padri della fantascienza e uno dei grandi nomi della letteratura moderna: a differenza di Asimov, suo illustre coetaneo e ingombrante alter ego, Bradbury aveva uno stile asciutto, concreto, per nulla pindarico.

 

 

Asimov fantasticava di galassie lontane, universi intelligenti, robot umanoidi pronti a sostituirsi agli uomini e prendere il controllo del mondo. Bradbury invece al massimo si spingeva su Marte, teorizzando un futuro faticoso ma luminoso per l’uomo, la cui cultura e intelletto lo avrebbero salvato da qualsiasi pericolo.

Come in Fahrenheit 451, il suo romanzo più famoso e uno tra i suoi pochissimi trasposti al cinema (tra l’altro da Truffaut, uno dei registi più “lontani” culturalmente dalla sci-fi) in cui ipotizzava una società distopica e totalitaria dove i libri venivano messi al bando e tramandati oralmente dai “ribelli”.

 

 

Ma Bradbury non era “solo” uno scrittore di fantascienza, era anche un giallista e amante del noir: personalmente l’ho scoperto tanti anni fa proprio con una bellissima raccolta di gialli intitolata “Omicidi d’annata”, pubblicata (pensate un po’) dalla benemerita Unità diretta da Walter Veltroni. Se non lo conoscete, vi invito a (ri)scoprirlo.

Di Sauro Scarpelli 22 Agosto 2020

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