LA ROSA INVERSA, di Maria Attanasio (Sellerio – febbraio 2026)

Recensione 1
Recensione 2
MARIA ATTANASIO è autrice di testi poetici, narrativi, e saggistici e per Sellerio ha pubblicato nel 2026 LA ROSA INVERSA (pagine 392) tra i 12 candidati al Premio Strega “…un romanzo che intreccia rivoluzioni, Illuminismo e segreti di famiglia sullo sfondo di una Sicilia attraversata da tensioni culturali e intellettuali…” Ambientato nella sua città Calacte (Caltagirone) tra la seconda parte del 1700 e inizio 1900.
La storia si avvia ad inizio Novecento quando Freznen, retrogrado conservatore e anti-unità d’Italia, erede della quasi estinta baronia Henares, prende possesso di un’ala del grande palazzo di famiglia e vi scopre, per caso, una stanza segreta piena di simboli massoni e libri di illuministi. Oggetti che, con sua raccapriccio, sembrano evidenziare la passione libertaria e anticasta del suo antenato, il Barone Ruggero Henares.
Qui parte il racconto di Ruggero Henares e di un periodo incredibile e credo poco conosciuto della Sicilia del 700 dove molti giovani nobili sedotti dall’illuminismo intendevano abiurare le (per loro) anacronistiche e autoritarie leggi di casta. Veri rinnovatori, libertari, ribelli in guerra a volte sanguinosa con i più numerosi e autoritari conservatori, ben saldi al potere. Scontri e rivalità che si intensificheranno con lo scoppio della Rivoluzione francese e i conseguenti ribaltamenti culturali che invasero l’Europa, per molti ritenuti del tutto inammissibili e inconcepibili.
Seguiremo quindi il sanguigno Ruggero nelle sue vicende personali, come la relazione con la libertina Amanda e l’amicizia con Cagliostro, e in quelle politiche e culturali: le diverse e numerose logge massoniche (allora vere fucine di innovatori progressisti) tra cui la sua Rosa Inversa, la lunga contesa con il rigido e odiato inquisitore Crisafulli, lo scioglimento ed espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, le rivolte Sanfediste e tutta una serie di contatti e relazioni in un crescendo ben orchestrato.
La vena poetica dell’autrice si evidenzia senza se e senza ma nel racconto. Una scrittura colta, ricercata, piacevolissima, Estremamente precisa nel riportare in dettaglio fatti ed eventi realmente accaduti, così come nel presentare e miscelare personaggi reali e personaggi inventati, dramma e farsa, spesso con una voluta ironia
Recensione di Francesco Borsari


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