IL GIORNO IN CUI NILS VIK MORÌ di Frode Gritten (Carbonio – luglio 2025)

C’è già tutto nel bellissimo incipit di questo libro “Nils VIK aprì gli occhi alle cinque e quindici del mattino, e così iniziò il suo ultimo giorno di vita.”
Lascia un biglietto per le figlie “Ho lasciato questa casa e non vi farò più ritorno. Prendetevi cura l’una dell’altra. Papà”
Siamo in Norvegia, sulla riva di un profondo fiordo, in un freddo mattino di novembre e Nils salpa con la barca che è stata la sua casa, la sua vita e il suo lavoro. E’ un traghettatore e nella sua esistenza è venuto in contatto con la più varia umanità che ha trasportato da una riva all’altra del fiordo e che ora è arrivato il momento di ricordare per tirare le fila della propria esistenza .
E’ fiero del suo mestiere e non lo spaventano i pericoli e le insidie del mare agitato :” Il fiordo da, il fiordo prende….la parola ferie “traghetto” deriva dal norreno, da “fare”, pericolo. La possibilità di annegare è nell’ordine delle. cose”
Lungo il suo viaggio di ferma ad incontrare tante persone, i suoi ricordi, i tanti che ha conosciuto, amato e che son morti prima di lui, quasi come un traghettatore mitologico trasporta ancora chi ha avuto una parte importante nella sua esistenza; inizia col salire sulla barca Luna, la sua cagnolina, con cui lui aveva un rapporto speciale, un vero e proprio “dialogo”, morta molto anni prima sotto le ruote di un camion,
Incontra poi Jon Anderson, un ragazzo con una triste storia familiare alle spalle, morto in un incidente, Robert, il fotografo di guerra americano fuggito dagli orrori delle troppe battaglie a cui ha assistito . La signorina Alstadstarter innamorata non corrisposta, Kari Aga, la levatrice che gli fa ricordare quante volte la sua imbarcazione è servita per portarla ad accogliere nuove vite e ha anche assistito a parti improvvisi sulla sua barca. E ultimo suo fratello Ivar col quale ha un dolcissimo rapporto nonostante la grande diversità di carattere. Ma alla fine del suo lungo e silenzioso viaggio sarà Marta, la sua compagna di vita che lo aiuterà nella conclusione della sua vita.
Vero protagonista del libro il fiordo con le sue acque cupe dai riflessi di ghiaccio, le montagne spesso franose, il cielo dai colori inverosimili, gli alberi che rendono le rive impenetrabili e soprattutto il silenzio rotto solo, per Nils, dal confortante rumore del motore della sua imbarcazione. “Il paesaggio del. fiordo cambia ogni giorno, la luce cambia, cambiano i colori, nuvole torbide si addensano e poi arriva la pioggia in una scala di grigi…”
Un libro pieno di poesia da leggere con lentezza.
Recensione di Teresa Chi


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