VIAGGIO NELLA NARRATIVA DI KEN FOLLETT – PARTE SESTA (2020-2025)

PARTE SESTA (2020-2025)
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[Siamo così arrivato all’ultima parte del viaggio nella dimensione narrativa di Ken Follett, fermo al momento-e inevitabilmente ci fermiamo al 2025- poche uscite, per quanto tutte voluminose, con ben tre romanzi storici di cui due afferenti alla serie di Kingbridge e un’opera geopolitica di drammatica attualità].
(IV libro della saga di Kingsbridge)
Nella costa meridionale della Gran Bretagna alle soglie dell’anno 1000, mentre la popolazione soffre le continue incursioni vichinghe e le vessazioni della nobiltà e del clero, il giovane monaco Aldred sogna di creare una grande chiesa che si centro culturale, scontrandosi con i poteri forti del luogo. Edgar, un giovane costruttore di barche costretto a cambiare lavoro dopo l’ennesima razzia vichinga diventerà elemento fondamentale per questo progetto. Nel mentre la contessa normanna Ragna sposa l’aldermanno della contea, ponendo un pericoloso freno alle ambizioni dei fratelli del sposo, tra cui un vescovo dalla fedina non esattamente immacolata.
Il destino di questi 3 si intreccia in un romanzo storico denso di eventi, colpi di scena, tra tradimenti e giochi di poteri, compromessi scomodi e azioni coraggiose, e ancora atti di ribellione e intuizioni geniali, finché all’ultima pagina i nodi verranno al pettine. Quarto libro della saga nata nel 1989 con “I pilastri della terra” e prequel di quest’ultimo, si tratta di un’opera ben realizzata, accurata nei dettagli e nello sviluppo e avvincente in tutti i suoi passaggi. Memorabili i tanti personaggi presenti, tanto riprovevoli gli antagonisti quanto degni di stima i protagonisti principali. Un lavoro che convince e che ci accompagna con grande coinvolgimento lungo i sentieri alla base della storia di King’s Bridge.

La prima guerra mondiale ha avuto un elemento caratteristico, nessuno la voleva! Non c’era una vera e propria idea alla base di tutta la cascata di eventi che si è scatenata e che ha trascinato il mondo intero nel baratro. Da questa riflessione parte per il nostro l’idea di questo romanzo: e se tutto questo dovesse riaccadere? Cosa succederebbe in un nostro ipotetico futuro?
Quale o quali potrebbero essere le scintille scatenanti. Ecco dunque la storia, anzi le storie, perché qui abbiamo più racconti che apparentemente scorrono in parallelo, intrecciandosi in più punti: da una parte abbiamo una ragazza madre del Ciad cerca nella fuga verso la Francia la salvezza dalla miseria, affidandosi a un trafficante di esseri umani e venendo a contatto con un agente in incognito deciso a far luce sul contrabbando di droga e sul ricercato numero uno dei terroristi islamici, dall’altra un’agente della CIA impegnata sul campo nel conflitto con il grande Stato Islamico che sta mietendo vittime grazie all’uso di armi di dubbia provenienza; e ancora, ai grandi livelli, la presidente degli Stati Uniti e il presidente della Repubblica Popolare Cinese che cercano di mediare una difficile pacificazione, minata da reciproci sospetti, sconfinamenti e dalla delicata quanto bellicosa situazione tra le due Coree.
Tutte queste storie confluiscono a delineare un quadro dell’equilibrio estremamente fragile, pronto a saltare da un momento all’altro alla minima scusa. Ed è esattamente questo che respiriamo mente sfogliamo queste pagine arricchite dalla consueta prosa vincente di Ken Follett: un crescendo di tensione e la sensazione di crisi imminente, resa ancora più reale dai minimi dettagli sociali, politici ed economici presentati in modo dannatamente concreto e plausibile, al punto da non riuscire quasi a distinguere dove finisca la fantasia e cominci la paura. C’è tutto, il thriller socio-politico, l’avventura, lo spionaggio, la macchina del fango e il romanzo storico, c’è soprattutto la sensazione di avere tra le mani qualcosa che tanto distante da un’ipotesi futura non è….e questo credetemi, spaventa davvero.

(V libro della serie di Kingsbridge)
A Kingbridge fiorisce l’attività tessile e con la rivoluzione industriale arrivano filatoi sempre più moderni che tuttavia limitano l’attività dell’uomo e minacciano il posto di tanti lavoratori, con conseguente malcontento. Nello stesso periodo in Francia Napoleone Bonaparte appare sempre piu come una minaccia e il coinvolgimento della Gran Bretagna appare inevitabile. Sullo sfondo rimangono le solite differenze sociali e i contrasti tra popolo e una giustizia spesso e volentieri a favore dei potenti o fin troppo rigida ed estranea alla clemenza. Il quinto, e ad oggi ultimo, romanzo ambientato nell’immaginaria Kingsbridge ce ne racconta le sorti nel IX secolo, inglobando i pro e i contro della rivoluzione industriale, i moti popolari e le guerre napoleoniche. I personaggi hanno poco di memorabile e almeno a me hanno lasciato meno il segno e mi sono parsi quasi di contorno alle vicende storiche diversamente dagli altri romanzi della serie. Rimane comunque una lettura avvincente e accurata sotto il profilo degli eventi, coinvolgente e mai noiosa, forse il meno riuscito dei cinque ma ad ogni modo meritevole di considerazione.

Un giovane cavatore di selce attraversa la Grande Pianura per assistere insieme al padre e ai due fratelli ai rituali che segnano l’inizio di un nuovo anno, sperando di incontrare la ragazza di cui è innamorato. La sorella di lei è una ragazza con grandi doti carismatiche che sogna la realizzazione di un nuovo monumento miracoloso, un grande cerchio eretto con le pietre più grandi del mondo. Quando diventerà sacerdotessa avrà come principale alleato il cavatore stesso che si dedicherà anima e corpo a questo progetto visionario e all’apparenza impossibile, mentre la siccità devasta la terra e pastori, contadini e abitanti dei boschi sono in contrasto tra loro. Tornato al romanzo storico/d’avventura Ken Follett cerca di costruire una storia attorno al mistero di “Stonehenge” e va detto che la parte iniziale è molto promettente. Purtroppo il resto del romanzo appare più faticoso per una certa prolissità di passaggi di dubbia utilità e di contro per la superficialità di altri; anche la prosa non sembra quella del nostro, piuttosto stanca e povera di mordente. Le vicende narrate non decollano più di tanto, appaiono molto ripetitive e in alcuni casi tirate via e solo a tratti fa capolino un po’ di tensione. Le aspettative erano tante ma, almeno per quanto riguarda il mio parere personale, mi aspettavo molto di più.

[Alla fine di questa trattazione, ringraziando chi ha avuto il piacere e la pazienza di seguirla nelle sue 6 parti, mi permetto di dare qualche piccolo consiglio a chi desideri approcciarsi all’universo dello scrittore gallese. Sicuramente se chiedete in giro quale sia il miglior romanzo di Ken Follett i più vi diranno “I pilastri della terra” senza neanche farvi finire la domanda, e potrebbe essere un buon suggerimento se siete appassionati di romanzi storici. Il mio consiglio invece è di provare “La cruna dell’ago” perché ancora oggi lo considero ideale per entrare in sintonia con il genere Thriller storico-spionistico che costituisce gran parte della produzione narrativa del nostro. Ritengo poi che sia meglio evitare come prime letture le sue opere giovanili, forse più adatte a chi abbia avuto già modo di apprezzare lo stile e la prosa di Ken Follett e agli appassionati/completisti. Fermo restando ovviamente il sacrosanto diritto del lettore di entrare in libreria e scegliere il titolo che più lo attrae, scelta sempre legittima in ogni caso. A margine aggiungo una piccola precisazione: Qualcuno vedrà che esistono 3 romanzi pubblicati in gioventù da Ken Follett e mai tradotti in italiano ma questi, oltre a non essere facilmente reperibili, e a prezzi non proprio popolari, non sono granchè considerati neanche dall’autore stesso, che di fatto non ha mai mostrato grande interesse a ripubblicarli]
[Nel ringraziarvi ancora vi dico infine che da domenica inizierò a pubblicare una nuova monografia a puntate, stavolta più corposa perché l’autore ha scritto parecchio e mi è toccato smezzare gran parte dei decenni, dividendo la trattazione in 10 parti.
A presto!]
Di Enrico Spinelli


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