LE CENERI DI ANGELA Frank McCourt

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LE CENERI DI ANGELA, di Frank McCourt

Mi ha amareggiato molto leggere questo romanzo. Moltissimo!
Prima di intraprendere la lettura l’ho lasciato fra gli scaffali della mia libreria a guardarmi per molto tempo. L’ho praticamente snobbato. Perché? Perché sapevo già che mi avrebbe procurato dolore, rabbia, indignazione e pietà.

Lo stile è insolito per il fatto che la storia viene narrata in prima persona da un bambino, con le sue esclamazioni, i suoi periodi sconnessi e via dicendo, l’ironia, tanto decantata dalle varie presentazioni, viene schiacciata dalla miseria.
Ed è proprio quella miseria, a limiti della sopravvivenza, che avvolge il lettore trasportandolo in una dimensione disumana.

Non solo. È sempre la miseria che ammanta una religione gretta e meschina che si nutre di povertà, succhiando ogni forma di grandezza umana. Una religione medievale che si specchia nella spocchia dei benestanti e dei preti che “sbattono la porta a chi ha bisogno”.

LE CENERI DI ANGELA Frank McCourt Recensioni e News UnLibroE in ogni capitolo un crescendo di personaggi acidi e imbruttiti in un groviglio di “cacca” , mosche, pulci e pidocchi. Menti recintate dall’ignoranza e dalla rassegnazione, in un terreno arido e con tante spine.

Mi ha fatto male leggerlo perché in quell’Irlanda fra le due guerre ho visto la mia Sicilia nello stesso periodo, con le stesse brutture, le stesse sofferenze, terre, entrambe, sottomesse alla Carestia e a una religione meschina che impoverisce gli animi con ricatti e rinunce.

Il piccolo protagonista, Francis, attraversa ogni limbo dell’inferno terreno, scavalcando i muri dell’apatia e della rassegnazione. Un ragazzino indistruttibile, sfrontato, refrattario a ogni sentimentalismo che, lungo il suo difficile percorso di crescita, riuscirà a sconfiggere i fantasmi di una religione fatta di superstizione e false credenze. Un ragazzino che riuscirà a realizzare il sogno di raggiungere la terra promessa, l’America.

“Roba da pazzi! Preti e suore stanno sempre a raccontare che Gesù era povero perciò non bisogna vergognarsi e poi davanti a casa loro vedi i furgoni che scaricano casse e barili di whisky e vino, una marea di uova e cosce di agnello, e loro che ancora ci dicono a che dobbiamo rinunciare per quaresima. Quaresima un corno! Ma a che dobbiamo rinunciare se per noi è quaresima tutto l’anno?”

Recensione di Patrizia Zara

1 Commento

  1. Non capisco che libro abbia letto. Che c’entra la religione in questo libro? . È solo la storia di una infanzia difficile, dura e crudele ma lo scrittore, che è anche il protagonista, riesce a cogliere anche in quelle difficoltà momenti di divertimento ed ilarità. Il quadro di una Irlanda estremamente povera raccontata senza sconti e senza pietismo. Un libro godibilissimo.

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