VIAGGIO NELLA NARRATIVA DI KEN FOLLETT – Parte Prima (1970 – 1979)

Parte Prima (1970 – 1979)
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PREMESSA
Ken Follett rappresenta per me più di un autore, è infatti colui che in qualche modo ha segnato il mio passaggio dalla narrativa per ragazzi a quella per adulti. Negli anni è capitato più di una volta di trovarmi di fronte a una delle sue opere ma solo quest’anno ho trovato la voglia di immergermi in modo sistematico in tutta la sua produzione. Per questo ho deciso di affrontare nel modo più sintetico possibile le sue pubblicazioni in ordine cronologico, dividendo la trattazione per decenni. E dunque…
PARTE 1 (1970-1979)
[Qui troviamo le opere giovani di Ken Follett, la maggior parte delle quali pubblicate solo dieci anni dopo in Italia, e i due romanzi scritti per ragazzi. Se le prime pubblicazioni mostrano appena il potenziale dell’autore con il 1978 assistiamo a una vera e propria deflagrazione con “La cruna dell’ago”- primo a essere pubblicato nello stesso anno in Italia- che mostrerà al mondo il talento del nostro nei Thriller storico-spionistici.]
LO SCANDALO MODIGLIANI (1976)
Una giovane studentessa a caccia di un Modigliani nascosto, suo zio che cerca di batteria sul tempi, una banda di falsari di opere d’arte e un ladro sul lastrico, questi gli attori principali del romanzo di esordio di Follett, un’opera acerba e superficiale che tuttavia mostra, seppur allo stato embrionale, il suo talento nella caratterizzazione del personaggi e nel generare una certa suspense. Solo per chi è in cerca di leggerezza e per i completisti.
IL PIANETA DEI BRUCHI (1976)
I gemelli Helen e Fritz col cugino Barile sono in vacanza nella pensione di famiglia quando vengono avvicinati da un misterioso zio che li invita nella sua fattoria. I tre accettano ma ben presto scoprono che quell’uomo è in realtà un alieno e ha bisogno di loro per dirimere una complessa controversia sul Pianeta dei Bruchi.
Primo romanzo per ragazzi, una sorta di legal thriller fantascientifico piuttosto elementare e con uno sviluppo abbastanza riuscito, per quanto sconti una certa superficialità nei vari passaggi. La prosa è molto semplice e il numero esiguo di pagine fa sì che la lettura sia abbastanza veloce; lo stile del nostro, infine, è molto acerbo, per quanto giustamente adatto a un lettore giovane. A conti fatti un piccolo esercizio su un genere che non sarà quello di Follett, piu adatto ai completisti che ad altri.
IL MISTERO DEGLI STUDI KELLERMAN (1976)
Un giovane ragazzo e sua mamma stanno per essere sfrattati perché una multinazionale ha rilevato il complesso residenziale dove abitano e i vicini studi cinematografici Kellerman, ormai in disuso; questi nascondono però un segreto e toccherà al nostro insieme al suo migliore amico cercare di scoprirlo. Seconda opera per ragazzi, pur rimanendo in un ambito piuttosto superficiale e con una narrazione piuttosto sbrigativa si apprezza la cura nelle ambientazioni e la giusta tensione per un lettore giovane. Anche qui giusto per chi vuole leggere tutto di Ken Follett.
ALTA FINANZA (1977)
La storia di una giornata tra intrighi finanziari, scandali, tradimenti e manovre a sorpresa tra arrivisti e criminali, in una sorta di bizzarro girotondo che sconvolge più di una vita e le relazioni sentimentali nel segno del profitto. L’opera sembra quasi un divertissment, una specie di commedia finanziaria dove intrighi e giochi di potere si sfidano in una gara dove non mancano imbrogli e passi falsi. Piacevole e leggero, ma poco altro.
LA GRANDE RAPINA A NIZZA (con R.I. Maurice) (1978)
Ken Follett insieme a R.I. Maurice (pseudonimo dei tre giornalisti francesi che seguirono il caso) ricostruisce le avventure di Albert Spaggiari, il celebre ladro che sulla fune degli anni 70 mise a segno la rapina del secolo con un colpo da milioni di franchi.
Sebbene il nostro ne abbia sempre rifiutato la paternità, sostenendo di aver solo dato una mano agli altri autori, si tratta di un lavoro di giornalismo di inchiesta piuttosto interessante e a tratti avvincente, abbastanza denso di contenuti e sviluppato bene, sebbene forse oggi possa apparire un po’ troppo sintetico e approssimativo. Rimane una lettura più per chi abbia voglia di recuperare tutto ciò che porta il nome Ken Follett in copertina.
LA CRUNA DELL’AGO (1978)
Alle soglie dello sbarco in Normandia la tremenda spia tedesca nota come “l’Ago” sembra aver scoperto il grande segreto dell’esercito britannico, un ingegnoso inganno ai danni dell’esercito tedesco, e cerca in tutti i modo id comunicarlo in patria. A contrastarlo ci penserà un cacciatore di spie….e una giovane donna madre. Ha quasi dell’incredibile questo romanzo, un perfetto thriller spionistico con ambientazioni ricostruite in modo eccellente, personaggi ben caratterizzati e una tensione che non ti abbandona mai, pagina dopo pagina. Sicuramente tra i lavori migliori di Follett.

TRIPLO (1979)
Durante i conflitti arabo-israeliani di fine anni 60 una spia sionista tenta di rubare un pesante carico di Uranio per porre fine in modo drastico alla guerra in Medio Oriente. In un complesso equilibrio di giochi di potere e alleanze traballanti scendono in campo America, Europa e Unione Sovietica e le manovre di queste tre grandi potenze determineranno il successo o l’insuccesso dell’operazione. Con un occhio sul conflitto che purtroppo, ancora occupa le pagine di cronaca dei giorni nostri, Ken Follett imbastisce un thriller spionistico piuttosto articolato e complesso per le tante figure in gioco e per le manovre spesso e volentieri illegali che esse compiono nel corso della narrazione. Ne emerge una lettura piacevole, avvincente e ricca di colpi di scena, dove non si comprende bene dove sia il confine tra giusto e sbagliato e chi siano realmente buoni e cattivi.


Per me è da sempre la miglior lettura che ho incontrato e trovo il modo di scrivere di Follet davvero apprezzabile e coinvolgente. Ho letto tutto di suo e sto facendo il secondo giro. Leggo di sera prima di addormentarmi, gli anni sono passati e la mia memoria li segue: in taluni casi Follet è un po’ difficile seguirlo nei personaggi e faccio qualche fatica a ricordarli. Ma forse è un problema mio. Resta comunque il mio autore preferito, spero che scriva ancora molto perché sinora nessuno lo eguagliato: il fatto che lo rilegga una seconda volta la dice lunga su quale difficoltà incontri nello scenario corrente (forse solo Forsythe e Crichton…) a trovare un sostituto di lettura.