Uccidi un passo alla volta di Karsten Dusse (Giunti – giugno 2026)

Karsten Dusse torna con Uccidi un passo alla volta e, ancora una volta, dimostra di essere uno degli autori più abili nel mescolare ironia, paradosso e una sorprendente profondità morale. Dopo i celebri Inspira, respira, uccidi e Uccidi col tuo bambino interiore romanzi che hanno già trovato una loro incarnazione televisiva Dusse sceglie un nuovo scenario: il Cammino di Santiago.
Un’idea che nasce, come sempre, dal suo coach di mindfulness, Joschka Breitner, figura cardine dell’universo narrativo di Dusse. Durante una seduta, Breitner invita l’avvocato Björn Diemel a ritrovare se stesso attraverso un percorso fisico e spirituale. E quale cammino più simbolico, più carico di introspezione, più adatto alla ricerca di equilibrio, se non quello che conduce a Santiago de Compostela?
Il viaggio come terapia… e come caos organizzato
Dusse utilizza il Cammino come un palcoscenico perfetto: un luogo di trasformazione, certo, ma anche un terreno fertile per le sue tipiche situazioni surreali, paradossali, a volte apertamente grottesche. Björn cammina, riflette, respira — e intanto si ritrova, suo malgrado, coinvolto in episodi che oscillano tra il comico e il criminale. Perché, nel mondo di Dusse, la mindfulness non elimina il caos: lo rende semplicemente più gestibile.
Omicidi, tentati omicidi, incontri improbabili
Come nei romanzi precedenti, il crimine non è mai fine a sé stesso. È un elemento narrativo che serve a mettere alla prova il protagonista, a far emergere le sue contraddizioni, a spingerlo verso una forma di consapevolezza che passa attraverso l’assurdo. Sul Cammino, Björn incontra personaggi di ogni tipo: alcuni luminosi, altri decisamente meno. E proprio questa varietà umana permette a Dusse di giocare con i toni, alternando leggerezza, sarcasmo e momenti di inattesa lucidità morale.
La penna di Dusse: ironica, irriverente, ma sempre pragmatica
Lo stile rimane quello che i lettori amano:
ironia tagliente,
pragmatismo quasi zen,
una capacità unica di trasformare il paradosso in insegnamento.
Dusse non predica mai. Semplicemente mostra come, anche nelle situazioni più improbabili, si possa trovare un senso, una direzione, un passo successivo.
Un romanzo che scorre, diverte e… si vede già sullo schermo
La lettura è fluida, piacevole, ritmata. E man mano che si procede, è impossibile non immaginare questo nuovo viaggio di Björn Diemel trasformato in una serie: i dialoghi, le situazioni, i personaggi sembrano già pronti per essere filmati.
Uccidi un passo alla volta è una lettura che alleggerisce la mente senza rinunciare a una sottile profondità. Divertente, irriverente, intelligente: un romanzo che conferma la capacità di Dusse di far sorridere mentre, con discrezione, invita a riflettere.
Recensione di Paolo Pizzimenti


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