PERSEPOLIS Marjane Satrapi – Angela è partita 1/7

PERSEPOLIS Marjane Satrapi - Angela è partita 1/7 Recensioni Libri e News UnLibro

PERSEPOLIS, di Marjane Satrapi

Angela è partita – Puntata 1 di 7

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Angela è partita. C’è chi, quando parte, affida all’amico il cane, o il gatto o, perché no, il coniglio –“Mi raccomando, è vegano!” – e c’è Angela, che è partita, è andata in Irlanda che è il suo posto nel mondo- e mi ha affidato i suoi libri con una sola raccomandazione che, ho promesso, rispetterò.

Prima di affidarmeli, me li ha presentati uno alla volta – tanto a me non da fastidio sapere prima cosa mi aspetterà-; qualcuno con più cura rispetto agli altri. Di questo mi ha detto soltanto: “Leggilo, è bello. La protagonista poi diventa grande!”

 

 

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“Persepolis” non so se definirlo un vero e proprio libro. È il primo “romanzo” a fumetti che leggo.

Un fumetto storico/autobiografico. Ma è bello. Racconta la Rivoluzione Islamica vista attraverso gli occhi di Marjane, nata a Rasht, in Iran, prima bambina, poi adulta.

È vero, Marjane diventa grande e Persepolis racconta anche il mondo occidentale negli anni dell’adolescenza della protagonista, costretta ad allontanarsi dal proprio Paese per via della dittatura opprimente, soprattutto verso le donne, del suo Paese.

Il linguaggio è semplice e spontaneo. Leggendo viene voglia di conoscere la storia attraverso altri punti di vista, non solo ciò che i giornalisti hanno raccontato. I disegni sono simpatici, non troppo curati nei dettagli, in bianco e nero, ma efficaci.

Il libro è diviso in 4 parti: l’infanzia della piccola Marjane in Iran, l’adolescenza prima in Iran e poi a Vienna e, infine, la maturità, il ritorno in Iran, il matrimonio, le scelte di vita e il sogno di un futuro migliore.

Il carattere di Marjane è amabile ma non è facile; è una ribelle, è sincera, indipendente, è una rivoluzionaria e si scontra più volte con le sue insegnanti, zelanti figlie della Rivoluzione. A sostenerla ci sono sempre il padre, la madre e la nonna; il pensiero di non deluderli anche quando la vita la porterà a compiere le scelte più sbagliate, il sogno di un futuro migliore.

Gli ideali rivoluzionari e del femminismo, i racconti dei prigionieri politici, le proteste di piazza, l’avvento
del regime teocratico e la chiusura delle scuole straniere, l’introduzione dell’obbligo per le donne di indossare in pubblico il chador, i viaggi in Europa, il trasferimento in Europa, in Austria, lontana dal regime la guerra… Senza pudore, Marjane racconta ogni esperienza con ironia e semplicità. Non teme di esprimere ciò che realmente pensa. Fra una vignetta e l’altra ama inserire dei simpatici asterischi per spiegare ciò che non è chiaro a chi non conosce la cultura iraniana o la lingua tedesca.

 

E, accanto al suo malessere interiore per non sentirsi mai realmente se stessa in Austria (perché è cresciuta in Iran), né in Iran (perché è cresciuta in Europa), il malessere per la guerra.
Una guerra terribile e piena di contraddizioni.
“Si può perdonare ma non si deve dimenticare”.

È bello sapere che Angela è andata in Irlanda semplicemente perché era uno dei suoi sogni nel cassetto.
Per fortuna, da noi, non c’è la guerra. Non siamo costretti scappare dalla nostra terra… No, non siamo costretti a scappare… Quantomeno non a causa della guerra.

Recensione di Erika Polimeni

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