ACQUA SPORCA, di Nadeesha Uyangoda (Einaudi – settembre 2025)

Un romanzo che fa tremare le acque tranquille del nostro “qui” e ci richiama alle loro correnti profonde. Uyangoda ci conduce dallo Sri Lanka all’Italia, da un’isola che significa radice e memoria a una terra che promette riscatto ma spesso consegna silenzio.
Al centro c’è Neela, che dopo trent’anni passati in Italia decide di tornare a casa: ma “la casa” non è più la stessa, e nemmeno lei è più la stessa. Con lei si intrecciano le vite delle sorelle e della figlia Ayesha, incastrate in modelli di emigrazione, di attese infrante, di appartenenze sospese tra due terre.
La narrazione polifonica, che prende voce da più punti di vista, mette a fuoco il peso dell’identità divisa, il sacrificio invisibile delle donne migranti, la seconda generazione che cresce “in mezza” e cerca un posto dove stare. Uyangoda scrive con precisione, senza indulgenza, senza retorica: racconta la migrazione come ferita e come speranza, l’attaccamento alle origini come un legame vivo che non si spegne.
Un libro essenziale per chi vuole capire cosa significhi “casa” quando la strada è già stata segnata da un altro passo. Una lettura che resta addosso, che fa interrogare — con delicatezza ferisce — e illumina angoli della vita che spesso restano nell’ombra.
Recensione di Ornella Troise


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