PER NIENTE AL MONDO Ken Follett

Feltrinelli KOBO Fomia maggio
Ken Follett

PER NIENTE AL MONDO, di Ken Follett (Mondadori – novembre 2021)

 

Ken Follett
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Recensione 1

“Per niente al mondo”, è il nuovo best-seller di Ken Follett che in questo romanzo abbandona la storia passata e si focalizza su un tragico futuro spaventosamente possibile. È lo stesso Ken Follett, nella premessa di questo romanzo, a dire di essere rimasto stupito di come una serie di eventi che se presi singolarmente potessero risultare di scarsa importanza abbiano portato allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. L’autore non esclude che questo possa accadere di nuovo e, con gli armamenti devastanti di cui sono dotate le potenze mondiali al giorno d’oggi, dar vita a un conflitto che potrebbe quasi spazzar via la razza umana in un battito di ciglia. È questa la premessa su cui si basa la narrazione di questo romanzo che mette in risalto le capacità di narratore di Ken Follett, in grado di tenere le redini di diversi archi narrativi anche molto lontani con grande maestria. Con la lettura di questo romanzo la mia curiosità per la “Century Trilogy” è aumentata, sebbene non sia rimasto davvero entusiasta da “Per niente al mondo”; non so infatti se avrei voglia di leggere altre settecento pagine di un eventuale sequel, anche se non è ben chiaro se il finale lasci spazio a seguiti.

Il romanzo comincia molto lentamente, probabilmente per costruire la psicologia dei personaggi fondamentali – alcuni più riusciti (Chang Kai) di altri (Pauline Green) – e per imbastire il plot che poi porterà al precipitare di eventi sempre più catastrofici. Cosa che mi ha un po’ lasciato perplesso è lo sforzo speso per imbastire l’arco narrativo e la psicologia di alcuni personaggi e poi liquidarli improvvisamente e abbandonarli a sé stessi, per concentrarsi sulle tensioni tra America e Cina. A proposito, Europa e Russia sono gli angioletti della situazione e in questa guerra immaginata da Follett se ne stanno tranquilli, senza interferire.

Quello che più colpisce è il come, effettivamente, una guerra nucleare possa scoppiare da un momento all’altro senza neanche rendersene conto, a causa di una catena di eventi che poi si potrebbe rivelare inarrestabile, inizialmente a causa dell’orgoglio delle nazioni coinvolte che non vorrebbero mai apparire deboli e si ritrovano costrette a rendere continuamente pan per focaccia, fino a poi arrivare a una situazione nella quale si deve necessariamente escludere ogni tipo di approccio pacifico, perché chi colpisce per ultimo è perduto.

Attualmente le armi nucleari sono considerate un deterrente, ma fino a quando sarà così? Fino a quando i potenti della terra saranno abbastanza assennati da tenere lontano il dito da quel grosso pulsante rosso? Il fatto che ormai questo sia un timore generalizzato non deve fare altro che metterci ancor più in allarme. Come so che questo è un timore generalizzato? Tempo fa – diverso tempo prima che leggessi questo romanzo – scrissi un raccontino che termina proprio con queste parole: “ […] il mondo finirà per una manciata di malintesi e bugie; per un manipolo di persone abbastanza folli da crederci e abbastanza potenti da spegnere la luce per tutti”. Sembra un po’ il leitmotiv di questo romanzo di Ken Follett.

Coincidenze? Non credo proprio.

“Da giovane aveva cercato di comprendere chi detenesse realmente il potere. Era il presidente, che era il capo dell’esercito, oppure i membri della direzione del partito nella loro collegialità? O il presidente americano, i media americani, o i miliardari? A poco a poco aveva capito che erano tutti vincolati, ognuno a suo modo. Il presidente americano era manovrato dall’opinione pubblica, quello cinese dal partito comunista. I miliardari dovevano realizzare profitti, i generali dovevano vincere le battaglie. Il potere non risiedeva in un unico luogo, ma in un sistema estremamente complesso, formato da un gruppo di persone e istituzioni chiave, senza una volontà collettiva, che premevano in direzioni diverse. E lui ne faceva parte. Quello che accadeva sarebbe stato colpa sua come di chiunque altro.”

Recensione di Marco Perricone

 

Recensione 2

Ciad

Nel deserto infuocato del Sahara, gli agenti segreti Tamara Levit e Tab Sadoul sono alla ricerca spasmodica di un gruppo di terroristi islamici.

Sempre in questa terra inospitale vive Kiah, giovane vedova, che insieme al suo bambino vuole cimentarsi in una impresa titanica : raggiungere con qualunque mezzo l’ Europa alla ricerca di fortuna e felicità.

Non sarà sola perché Abdoul, personaggio molto enigmatico, si offre di accompagnarla…

Pechino

Chang Kai è il vice ministro dei servizi segreti esteri.
Figura estremamente dinamica con una mentalità molto aperta. Il ruolo di moderatore gli calza a pennello ma si dovrà scontrare con la direzione del partito comunista, dotata di uno spirito decisamente bellico.
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Washington

Pauline Green, presidente degli USA.
Prima donna della storia americana a ricoprire questo ruolo. Dovrà continuamente tirare fuori gli attributi per tenere a bada gli oppositori interni, cercando inoltre di gestire al meglio i rapporti con alcuni Stati dai quali soffiano inquietanti venti di guerra.
Questo libro non sarà un capolavoro, ma quando mi capita di leggere un libro di 700 pagine in pochissimi giorni, significa che l’autore ha fatto centro. ( La sua costanza di rendimento è davvero impressionante)
Non devono infatti ” preoccupare ” le ambientazioni e storie diverse su cui poggia la struttura del romanzo : Follett è un maestro nell’ intercalarle, evitando di far ammattire il lettore.
Il ritmo è spesso incalzante, la ricerca storica e’ accurata, condita da una notevole visione futuristica. Il ritratto di Pauline Green nella doppia veste di mamma e presidente è davvero magistrale.
A volte Follett si perde in romanticherie eccessive ma la lettura non ne risente più di tanto.
Consigliato !
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Recensione di Marcello Avigo

PER NIENTE AL MONDO Ken Follett

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