Viaggio nell’universo narrativo di STEPHEN KING – Seconda Parte (1980-1984)

Viaggio nell’universo narrativo di STEPHEN KING – Seconda Parte (1980-1984)

Parte Seconda (1980-1984)

Vai alla Prima Parte (1970-1979)

[Continua la serie di uscite di King, in evidente stato di grazia sul fronte artistico. Fondamentale in questa prima metà la pubblicazione di una serie di opere, tra cui una splendida raccolta di romanzi brevi, che mostrano la versatilità stilistica del nostro, così come la nascita di un personaggio a cui i fan del Re si affezioneranno, il cavaliere Roland]

L’INCENDIARIA (1981)

Andy e sua figlia Charlie sono braccati da un’agenzia governativa: i genitori di Charlie sono stati sottoposti a un trattamento con un composto sperimentale e l’agenzia vuole studiare il potere della bambina nata successivamente. I due sono in fuga e cercano di tenere lontani gli inseguitori sfruttando il potere del padre di spingere la gente a compiere determinate azioni a prezzo però di dolorosissime emicranie e della bambina che è capace di scatenare incendi senza saperli controllare.

Il romanzo si apre in piena azione con l’inseguimento dei due ed è in grado di generare sin da subito grande tensione nel lettore; pian piano la storia si sviluppa e veniamo a conoscenza di tutti i dettagli ma la sensazione ossessiva di essere inseguiti come i due protagonisti è sempre ben presente. Un romanzo assolutamente riuscito e altrettanto irritante per la dura condizione dei due fuggiaschi, spietato nella narrazione e negli sviluppi quanto liberatorio nella sua drammaticità nel finale.

USCITA PER L’INFERNO 1981)

Un uomo pacifico viene a sapere della prossima costruzione di un nuovo tratto di autostrada del tutto inutile che lo costringerà ad abbandonare la sua casa e il suo quartiere dove lavora; questo scatena in lui un cambiamento radicale e la decisione di ostacolare il progetto ad ogni costo.

Come nei precedenti romanzi usciti a nome Bachman anche questo non presenta elementi soprannaturali, spicca una forte componente psicologica e la dura denuncia verso un Paese dove la speculazione sta prendendo sempre piu campo. Un’opera di facile lettura, non delle mie preferite col nome Bachman ma comunque

densa di significato.

DANSE MACABRE (1981)

Uscendo dai confini della narrativa ecco un saggio dedicato alla letteratura e al cinema fantasy/horror/splatter, con un particolare riferimento al periodo 1950-1980 ma non solo, arricchito da elementi storici del genere e passaggi biografici. Una lettura per certi versi più impegnativa e meno scorrevole ma interessante per gli appassionati.

Curiosità: in fondo al testo è presente una lista di libri e film consigliati dall’autore e tra i secondi figura “Shining” di Kubrick, nonostante il buon King non abbia mai espresso pareri molto favorevoli a riguardo.

CUJO (1981)

Cujo, un San Bernardo amato e rispettato nella cittadina di Castle Rock, viene morso da un pipistrello e contrae la rabbia, diventando così una bestia feroce e assassina.

La particolarità di questa storia è che spesso King prende il punto di vista del cane, spiegando la sofferenza, i sintomi e le sensazioni che avverte, rappresentandolo non come un nemico ma come vittima di un male contro cui non può fare niente. Un horror peculiare, diverso, dove il lettore non può non empatizzare con le vittime ma neanche con il cane, divenendo partecipe delle sue sofferenze.

L’UOMO IN FUGA (1982)

In un futuro distopico un uomo accetta di partecipare a un gioco terribile per potersi permettere le cure per la figlia, evitando alla moglie di prostituirsi, “l’uomo in fuga”: viene dichiarato nemico dello Stato e dovrà nascondersi da tutti, ricevendo soldi per ogni giorno che resterà in vita e ricompense per l’uccisione dei poliziotti, mentre tutto il mondo lo identifica come un pericoloso criminale.

Anni prima dei reality, di Hunger Games o di Squid Game Stephen King/Richard Bachman realizza un’opera di disarmante attualità, perfetta nel delineare il potere della televisione e il compiacimento verso il sangue e gli assassini, un’opera ad alta tensione dove rabbia, disperazione e determinazione si danno perennemente battaglia per arrivare a un finale deflagrante.

STAGIONI DIVERSE (1982)

Quattro stagioni, quattro romanzi brevi piu che racconti, due dei quali estremamente famosi per le più che riuscite trasposizioni filmiche derivanti.

Un uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie nonostante continui a dichiararsi innocente, un adolescente ossessionato non nel senso che ci immagineremmo verso un ex-nazista scampato alla giustizia, quattro ragazzini che si ritrovano di fronte al cadavere di un loro coetaneo e ancora il racconto di una nascita in modo assurdo, queste le trame principali all’interno di un’opera tra le più riuscite e peculiari del nostro che dimostrano come sappia battere terreni diversi riuscendo sempre a realizzare storie memorabili.

Curioso il fatto che in tanti ancora oggi rimangano a bocca aperta sentendo che film di successo come “Le ali della libertà” e “Stand by me” siano nati proprio da due di queste storie.

L’ULTIMO CAVALIERE (1982)

“L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì”. Uno degli incipit più celebri della narrativa moderna e l’apertura di una saga tra fantasy, western alla Sergio Leone, fantascienza e universo kinghiano, il viaggio di Roland verso la Torre Nera insidiata da terribile Re Rosso attraverso un mondo fatto di deserto, pochi villaggi con pochi sopravvissuti e la radio che passa di continuo “Hey Jude”. Un’opera complessivamente monumentale di cui questo rappresenta il primo, e piu complicato, capitolo. Se riuscite a superare questo e a farvi catturare dalle prospettive di viaggio che vi attendono preparatevi a un’esperienza di lettura che non potrà lasciarvi indifferenti.

CHRISTINE- LA MACCHINA INFERNALE (1983)

Un altro classico di King, la storia di un ragazzo e della sua macchina soprannominata Christine, una vecchia autovettura che ha la particolarità di tornare sempre nuova di zecca…. il problema però e la “gelosia” che questa prova verso il suo proprietario e che si ripercuoterà negativamente verso le sue conoscenze.

Un horror originale, ben costruito e con uno sviluppo avvincente, classico nell’impostazione ma che regge alla prova del tempo, trasferendo su un piano spaventoso il rapporto morboso di un ragazzo con la sua macchina.

PET SEMATARY (1983)

Un medico di Chicago si trasferisce con la famiglia nella piccola città di Ludlow e stringe amicizia con l’anziano vicino con cui conoscerà i segreti del vicino cimitero degli animali (Pet Samatary), un luogo dove i bambini seppelliscono i propri animali morti che sembra avere altri poteri legati a vecchi rituali indiani; il nostro non immagina quanto questi poteri possano essere pericolosi e quanta attrazione genererà in lui quel luogo….soprattutto quando la morte colpirà in casa sua.

Forse l’horror più bello e riuscito di Stephen King e a titolo personale sul mio personale podio dei romanzi del Re (pur avendolo letto in un momento della mia vita che forse avrei dovuto evitare), allo stesso tempo ricco di affascinanti riflessioni sulla vita e sulla morte, un’opera completa e capace di regalare brividi, tensione…. e dolore.

UNICO INDIZIO LA LUNA PIENA (1983)

Una piccola cittadina del Maine è sconvolta da una serie di atroci delitti, si oensa inizialmente causati da un orso; sarà un ragazzino a rendersi conto che il colpevole è in realtà un lupo mannaro.

Concepito inizialmente come un calendario con dodici capitoletti associati ad altrettante immagini, il progetto ha assunto dimensioni tali da diventare un romanzo vero e proprio, per quanto di dimensioni esigue, con le figure all’interno del racconto stesso. Di per sé è poco più che un racconto lungo, un esercizio di stile horror riuscito per quanto non imprescindibile, con alcune trovate interessanti e un bambino che ben testimonia la predilezione del nostro per i piccoli protagonisti.

Da tempi fuori catalogo in Italia se ne trovano poche copie in giro e a prezzi piuttosto elevati, ma se masticate un po’ l’inglese o lo spagnolo tranquilli, in altre lingue si trova senza problemi.

IL TALISMANO con PETER STRAUB (1984)

Il dodicenne Jack Sawyer, unico a prendersi cura della madre malata di cancro, per curarla accetta da un uomo misterioso il consiglio di cercare un talismano custodito in in albergo dall’altra parte del continente Per spostarsi più velocemente il ragazzo riceve una speciale bevanda che gli consente di spostarsi nei Territori, una dimensione parallela più piccola e che gli permetterà di accorciare le distanze.

Comincia cosi la lunga odissea di Jack tra i due mondi, tra nemici spietati e amicizie improvvisate, un percorso che lo porterà a crescere in fretta, con in testa sempre l’obiettivo di salvare sua madre.

Si tratta di un romanzo più spostato verso il dark fantasy ma con alcuni temi tipici della proposta narrativa di King, basti pensare al giovane protagonista, e con qualche analogia con il mondo di Torre Nera, molto avvincente e con personaggi ben caratterizzati, ricco di passaggi ora dinamici, ora crudeli e ora commoventi. Una lettura forse non per tutti ma certamente un attestato dell’ottima sinergia tra i due autori che torneranno a collaborare nel 2001 nel sequel “La casa del buio” (anche se Jack ricomparirà brevemente nel romanzo “Le creature del buio”).

GLI OCCHI DEL DRAGO (1984)

Scritto in origine come favola per i suoi figli, è un romanzo in puro stile fantasy, del tutto privo di elementi horror, un classico racconto della lotta tra i bene e il male, il primo rappresentato dal giovane Peter, figlio dell’anziano re Roland, e il secondo dal mago di corte Flagg (e ridalli). Costruito bene e di piacevole lettura, niente aggiunge e niente toglie ma certamente ha una sua ragion d’essere. Più per i completisti che altro.

L’OCCHIO DEL MALE (1984)

Un avvocato obeso e di moralità non specchiata riesce, grazie alle sue amicizie, a far archiviare un procedimento legale che lo vede coinvolto bell’investimento di una zingara. All’uscita del tribunale un anziano zingaro lo tocca e gli dice “dimagra”, e da quel momento il nostro comincia a perdere gradualmente peso; sorte peggiore tocca a quelli che lo hanno aiutato ad avere la meglio in sede processuale.

Una volta realizzato di essere sotto una maledizione, l’avvocato cercherà di ritrovare lo zingaro per ottenere la liberazione dall’anatema ad ogni costo, legale e non.

Titolo dalla traduzione insensata (letteralmente sarebbe stato “più magro)per un’altra opera uscita a nome Bachman ma che, rispetto alle precedenti, porta con sè un elemento soprannaturale come la maledizione. Si tratta senza dubbio di un’opera riuscitissima, in linea con le altre pubblicazioni con questo pseudonimo, crudele nello sviluppo e con un protagonista che suscita solo disprezzo e odio e un finale tra i piu riusciti di King, spietato e coerente con la storia e i suoi personaggi Assolutamente da leggere.

Di Enrico Spinelli

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