STAGIONI DIVERSE Stephen King

STAGIONI DIVERSE, di Stephen King

Non leggevo King ormai da molti anni (non so perché)…ma l’ho sempre amato molto, ed oggi, riprenderlo con questa raccolta di racconti, mi ha fatto pentire di tutti gli anni in cui l’ho lasciato nel suo angolo di libreria ad aspettarmi.
Credo che inizierà, per me, una nuova “era kinghiana”…
Quando l’ho iniziato ero particolarmente interessata al racconto da cui fu tratto “Stand by me”…motivo per cui ho letto subito quello e non ho seguito l’ordine del libro, e nel commentarlo seguirò proprio quest’ordine e flusso di pensieri.

Stagioni diverse Stephen Kink Recensioni libri e News Unlibro1) “IL CORPO”

Racconto del 1982.
Io ci arrivo solo oggi: sentivo di dover colmare questo vuoto, questa mancanza.
Ed ora mi sento più completa, più ricca…ed anche un po’ più triste.
Amicizia, coraggio, paura, senso di perdita, crescita, riscatto, morte, scrittura, salvezza, rimpianto…c’è tutto quello che serve per fare di un racconto, un racconto perfetto.
Un viaggio che traghetta dall’infanzia all’adolescenza, dalla fantasia dei fumetti alla dura realtà della morte.
Un’estate che sancisce la fine dell’innocenza (se mai c’è stata).
Nessun ponte verso il mondo degli adulti, che qui sono assenti o lontani, comunque estranei, inaffidabili, persi nell’alcol, nella follia o nel ricordo di chi non c’è più.
Ragazzini soli con le loro paure inconfessabili…di non essere mai abbastanza, di non essere all’altezza.
Una storia piena di nostalgia per quel momento della crescita in cui si pensa di avere ancora tutte le possibilità davanti, anche quelle che poi, la vita, miseramente preclude.

2) “RITA HAYWORTH E LA REDENZIONE DI SHAWSHANK”

Chi ha detto che la libertà ha a che fare con la fisicità, con la possibilità di muoversi e andare dove si vuole, non ha mai letto questo racconto.
La libertà è prima di tutto nella testa, è qualcosa che ti porti dentro anche se sei in catene.
È uno stato d’animo, è un modo di camminare, di parlare…di essere.
King, in questa storia meravigliosa, ambientata nel penitenziario di Shawshank, è riuscito a creare due personaggi che si nutrono di una sola libertà: uno, Red, è ormai “istituzionalizzato”, incapace anche solo di pensare di essere nuovamente fuori, l’altro, Andy, è colui che possiede quella parte di Red che non sono riusciti a rinchiudere.
Questo farà di loro due uomini liberi, liberi di iniziare un viaggio dalla conclusione incerta, liberi di fare tutto il possibile…per vivere o morire, liberi di sperare.
Io mi sono emozionata.

3) “UN RAGAZZO SVEGLIO”

Un altro racconto magnifico.
Più leggo questa raccolta, più mi rendo conto di trovarmi di fronte a quattro romanzi veri e propri, di fronte a quattro capolavori sotto ogni punto di vista, scrittura, stile, livello di introspezione, inquietudine…
Di chi avreste piu paura tra un vecchio, burbero e impenitente ex-nazista (che è stato a capo del campo di Patin) ed un ragazzino di 14 anni di buona famiglia e con un promettente futuro davanti?
King riesce, in un solo colpo, a riportare a galla l’orrore dei campi di concentramento, a rappresentare l’adolescenza nella sua forma più disturbata e a massacrare l’impersonificazione del sogno americano.
Il mostro ci vive accanto, è bello, giovane, pulito, educato, brillante negli studi e nello sport…un piccolo germoglio maligno affamato di violenza, ma così ben mimetizzato nel suo bel praticello borghese che non lo riconosceresti mai.
Quindi inizia pure ad aver paura di tutti…
Raffinatissimo il gioco di potere che si instaura fra due anime nere destinate ad alimentarsi del “male” dell’altro, intrappolate in una macabra e reciproca forma di parassitismo.
Un King ai massimi livelli.
Una curiosità: questo racconto fu scritto nelle due settimane successive alla conclusione di “Shining” e dopo averlo terminato, King era così a pezzi, che non riuscì a scrivere nulla per 3 mesi.

4) “IL METODO DI RESPIRAZIONE”

Qui c’è un King minore rispetto agli altri tre racconti che compongono la raccolta.
È l’unico dei quattro in cui compare l’elemento “sovrannaturale”, l’inspiegabile.
Si tratta comunque di “una storia nella storia” che incolla alle pagine, che ci trasporta in una sorta di multilivello, più dimensioni che si intrecciano fra loro.
E il messaggio è fortissimo: l’amore materno che va oltre qualsiasi cosa, anche la morte.

Recensione di Antonella Bussi

1 Commento

  1. Che su quattro racconti di cui è composta la raccolta, da tre abbiano tratto dei film fa capire quanto sia di spessore il libro.

Commenti

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