IL MIO VALZER CON PAPÀ. Un ritratto famigliare del generale dalla Chiesa Rita Dalla Chiesa

IL MIO VALZER CON PAPÀ. Un ritratto famigliare del generale dalla Chiesa. di Rita Dalla Chiesa

Ho finito da pochissimo “Il mio valzer con papà”, scritto da Rita dalla Chiesa per celebrare il centesimo anno dalla nascita di suo padre, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

 

IL MIO VALZER CON PAPÀ. Un ritratto famigliare del generale dalla Chiesa. di Rita Dalla Chiesa

Duecento pagine che mi sono letteralmente volate tra le mani, duecento pagine che ho divorato e che mi hanno emozionato praticamente dall’inizio, così tenero e dolce, fino alla tragica fine. Da questo libro, emerge un ritratto famigliare del Generale, che amava Celentano, Mina, la Tebaldi, che mangiava a cucchiaiate la Nutella direttamente dal barattolo, che era ghiotto di gianduiotti, ma che soprattutto amava la sua famiglia oltre ogni limite, la rispettava anche se questo significava dormire sul pianerottolo per non svegliare tutti se dal ritorno dal Belice non aveva più le chiavi di casa con sé.

 

 

Un grandissimo uomo, un Carabiniere che la notte di Natale, dopo la messa in caserma, anziché tornare in casa al caldo con moglie e figli, caricava in macchina panettoni e bottiglie di spumante per poi portarli ai carabinieri che erano rimasti in servizio in quella notte e che non voleva si sentissero mai soli.

Leggere di questi piccoli grandi gesti rende ancora più amara la tragica fine di Carlo Alberto dalla Chiesa, barbaramente ucciso per il suo impegno senza limite contro la mafia palermitana, il braccio armato di qualcosa che purtroppo ha nomi e cognomi ben noti a molti.

 

 

Leggere queste pagine rende ancora più triste pensare a quanto può essere ingiusto un omicidio brutale, di un uomo così forte, determinato, un uomo davvero d’altri tempi che nemmeno la giovanissima Emanuela Setti Carraro aveva saputo mettere da parte, seppur consapevole del pericolo che accompagnava ogni passo dell’uomo che poi ha deciso di sposare, e con cui ha purtroppo condiviso una morte terribile.

Un libro che tutti dovrebbero leggere, giovani e meno giovani, per capire come davvero il nostro Paese avesse a disposizione una così grande persona, pronta a difenderci da ingiustizie e pericoli, ma che purtroppo i governi di quei tempi non hanno scelto di appoggiare fino all’ultima, tremenda, battaglia.

Recensione di Eleonora Saia

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