L’AMICA GENIALE (quadrilogia) Elena Ferrante

Lamica geniale Elena Ferrante Recensioni e News

L’AMICA GENIALE (quadrilogia), di ELENA FERRANTE

ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER!

Come tutti ormai sanno, Elena Ferrante è uno pseudonimo di uno scrittore o di una scrittrice italiana che preferisce mantenere l’anonimato, anche se vengono fatte numerose ipotesi: potrebbe essere Anita Raja, moglie dello scrittore Domenico Starnone o addirittura Starnone stesso, Goffredo Fofi e persino gli editori Sandro e Sandra Ferri. Ad oggi il mistero non è stato ancora svelato, nonostante la candidatura al Premio Strega 2015 dell’ultimo lavoro dell’autrice.
La quadrilogia che ormai viene detta in gergo “La quadrilogia dell’amica geniale”, inizia nel 2011 con “L’amica geniale” cui si fa riferimento in tutti i libri successivi, prosegue nel 2012 con “Storia del nuovo cognome”, nel 2013 con “Storia di chi fugge e di chi resta”, per concludersi nel 2014 con “Storia della bambina perduta”, ultimo della serie e candidato al Premio Strega. Una lunga vicenda che per comodità editoriale è stata suddivisa in quattro libri propedeutici l’uno all’altro e che devono essere letti tutti e non singolarmente per poter seguire appieno le vicende dei tanti protagonisti.

L'amica geniale vol 1 Recensioni e News UnLibroNei vicoli di Napoli, nasce e si sviluppa la storia di una strana amicizia, forte e colma di conflitti: quella tra Raffaella Cerullo detta Lila, figlia di uno “scarparo” ed Elena Greco detta Lenù, figlia di un usciere comunale, entrambe nate nell’agosto del 1944. Il corso degli eventi ci viene raccontato dalla stessa Elena, quando Lila, all’età di sessantasei anni sembra essere scomparsa nel nulla. Elena sa che da trent’anni il proposito di Lila è quello di scomparire senza lasciare traccia della vita che si è lasciata alle spalle. Loro, nate in un rione degradato di Napoli, con un’infanzia piena di violenza, cercheranno con lo studio di sottrarsi a un destino che si prospetta amaro, anche se le loro strade si divideranno dopo il passaggio dall’infanzia all’adolescenza e infine all’età adulta.

Nel primo libro, “L’amica geniale”

la scrittrice tratta dell’infanzia e dell’adolescenza delle due amiche, lasciandoci alle soglie di una giovinezza inserita in un mondo pieno di mutamenti, capaci di influire sulle loro vite. Una storia che comincia nell’immediato dopoguerra e nel boom economico dell’Italia, dove il sogno del benessere e della ricchezza si scontra con tradizioni e leggi arcaiche non scritte, rendendo difficile il cammino dell’emancipazione soprattutto femminile. Lo stile è piuttosto piatto e la scrittura mediocre (parere personale, come sempre).

Per L’amica geniale potete trovare una ulteriore recensione QUI

Nel secondo volume, “Storia del nuovo cognome”,

L'amica geniale vol 2 Recensioni e News UnlibroLenù ci racconta ancora le fasi salienti della loro adolescenza costellata di avvenimenti importanti, subito dopo il finale del primo libro che termina con il matrimonio di Lila che sembra sempre dominare la scena a discapito dell’amica e dei suoi sentimenti di inadeguatezza. Eppure è proprio Lenuccia che riesce a scappare da tutto quel degrado e con grande forza di volontà riesce a laurearsi alla Normale di Pisa, mentre Lila è alle prese con la violenza di un matrimonio sbagliato e senza amore e con una passione più forte di tutto. Elena, alla fine di una lunga estate ad Ischia, dove vive anche una terribile esperienza, vedrà sottrarsi sotto gli occhi il grande amore della sua vita e Lila sarà addirittura capace di abbandonare agi e ricchezza per vivere il suo folle innamoramento, trascinando nell’indigenza anche il figlioletto che non si sa se sia figlio del marito o dell’amante. La scrittura aumenta leggermente di livello e la psicologia dei personaggi viene scavata più in profondità rispetto al precedente libro.

Mi viene il sospetto che si siano aggiunte un altro paio di mani alla scrittura.

Il terzo volume “Storia di chi fugge e di chi resta”

L'amica geniale vol 3 Recensioni e News UnLibrocopre il periodo che va dal 1968 al 1976, il periodo delle battaglie operaie e studentesche, le lotte dei sindacati, il femminismo, il terrorismo e la violenza, la nascita delle Brigate Rosse. Su questo sfondo politico prosegue la storia delle due amiche, sempre più lontane, ma sempre presenti l’una all’altra sia nei sentimenti di rancore che in quelli d’affetto. Elena è la vera protagonista di questo libro, Lila resta sullo sfondo ma la sua influenza è capace di compenetrare ogni cosa che riguardi Elena, come sempre e da sempre. Sposata con un professore universitario di famiglia altolocata, un giovane cattedratico si dice per “meriti familiari”, Elena diventa madre di due bambine e ritrova il successo come scrittrice sia in Italia che all’estero, nonostante il sentimento di inadeguatezza mai l’abbandoni. Lila, uscita dall’indigenza grazie alla sua pronta intelligenza e ad accordi con il capostipite di una delle famiglie camorriste più famose di Napoli, da sempre innamorato di lei, ritrova la sua autonomia con una freddezza apparente di sentimenti ed emozioni che le è peculiare.

Per Elena, sopraffatta da una vita matrimoniale piatta e dai molti doveri di moglie e madre, si riapre il canale della passione a causa del ritorno inaspettato di quello che lei ha sempre considerato il vero amore della sua vita. Una di loro è fuggita scappando dalla realtà del Rione, ma poi vi ha fatto ritorno perché al Rione non si può sfuggire mai, neanche allontanandosi e una di loro è rimasta, traendo ogni beneficio possibile persino da un ambiente ostile e in qualche modo spaventoso. Le storie delle due amiche si intrecciano con la Storia in una trama sempre più densa di avvenimenti, forse troppo ripetitiva e iperdescrittiva, immersa in un ritmo a volte talmente lento da essere estenuante, a volte capace di svolte repentine.

Quarto e ultimo libro “ Storia della bambina perduta”

L'amica geniale vol 4 Recensioni e News UnLibroè il racconto dell’età adulta e della piena maturità. Numerose sono le vicende personali che le due amiche vivono sulla loro pelle nel contesto storico del tempo a cui viene fatto sempre riferimento sullo sfondo nel quale troviamo tutto ciò che di saliente ed epocale avvenne, dal terrorismo, alla droga, alla camorra, al terremoto di Napoli, al socialismo craxiano, al grande processo di Mani pulite, con un accenno persino alla tragedia delle Torri gemelle. Il destino colpisce duramente Lila nei suoi affetti più cari, il dolore di un mistero mai risolto la “smargina” sempre di più, invecchiando precocemente il suo corpo.

Elena viaggia tra alti e bassi tra il suo lavoro di scrittrice e l’educazione delle sue figlie, avvolta sempre dallo stesso senso di inidoneità che le ha sempre scavato dentro profondi solchi, lasciandola alla fin fine in solitudine. Il libro si conclude con una grande nota di amarezza e tanti interrogativi senza un perché, come se dovesse ancora continuare perché ci è in debito di alcune, fondamentali spiegazioni. Lo stile diventa più complesso man mano che si prosegue nella lettura dei vari libri e lo scavo psicologico più profondo per quanto riguarda il “sentire” delle due amiche, tralasciando però di costruire una cornice completa su altri personaggi importanti.

Napoli è splendidamente descritta in tutte le sue bellezze e le sue contraddizioni :

“qua si sono parlate tutte le lingue, qua s’è costruito di tutto e s’è scassato di tutto, qua la gente non si fida di nessuna chiacchiera ed è assai chiacchierona, qua c’è il Vesuvio che ti ricorda ogni giorno che la più grande impresa degli uomini potenti, l’opera più splendida, il fuoco, e il terremoto, e la cenere e il mare in pochi secondi te la riducono a niente”.

Un’opera “monumentale” e ridondante che fa attenzione ad ogni minima variazione psicologica delle due protagoniste anche se un minor numero di pagine non avrebbe tolto nulla a questa lunghissima e quasi esasperante storia. Il mio giudizio personale è certamente positivo perché la Ferrante ha usato tutta la sua maestria per aiutare il lettore a reggere l’infinito scorrere delle sue parole, senza però inneggiare al capolavoro, senza entusiasmi incontenibili, e senza empatie particolari nei confronti dell’una o dell’altra interprete principale, in quanto donne completamente differenti dal mio modo d’essere e soprattutto dal mio modo di concepire l’amicizia.

Recensione di Maristella Copula

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