STORIA DEL NUOVO COGNOME Elena Ferrante

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STORIA DEL NUOVO COGNOME, di Elena Ferrante

Si ricomincia a narrare da una scatola chiusa contenente la loro difficile infanzia alleviata dalla loro speciale amicizia…

Continuano a vivere e a raccontare la loro vita non più davanti lo sfiatatoio buio del cortile scalcinato, ma dentro la nuova e comoda casa della signora Carracci, sempre legate da quel filo invisibile ma molto forte, indistruttibile come lo spago che lega i ricordi.

I temi trattati e non approfonditi che ruotano intorno alle loro vite sono tanti e offrono uno spaccato reale e crudo di quegli anni 60 ,in particolare di Napoli , ma anche di tutta la società italiana che si evolve.

STORIA DEL NUOVO COGNOME Elena FerranteRabbia, amicizie, tradimenti, amori difficili, tanti pugni nello stomaco per entrambe che continuano a scambiarsi tacitamente tutti i loro sentimenti sia positivi che negativi e tra questi anche lo stesso amore.

Per Lenuccia è il sogno coltivato fin dall’infanzia e mai ripagato che esplode in gioia di vivere e di pensare nel cuore dell’altra facendola risalire dal “nerume” nel quale era precipitata. Per Lina diventa l’estasi ricompensata adeguatamente, mentre l’altra si deve accontentare del “liricume “triste e vomitevole del piccolo maschio, solo e soltanto per una naturale reattività fisiologica.

Lila potrebbe sembrare antipatica e ingrata, anzi lo sembra proprio, meritevole forse di tutti gli appellativi poco nobili che gli abitanti del grigio rione le attribuiscono, ma dalla lettura trapela una particolare benevolenza che le fa recuperare il torto subito per le tante ingiustizie esistenziali, ma soprattutto perché non ha potuto coniugare il suo grande desiderio e la sua potenzialità innata, quella per lo studio.

Combattono in questo modo, senza volerlo,con le proprie azioni reali , sulla propria pelle, senza inutili cortei, la battaglia contro il maschilismo imperante dappertutto e in particolare nel loro rione delle “mazzate”.

Alla fine anche la figura materna viene riscattata senza tanti fronzoli e sdolcinerie, ma con tanta tacita gratitudine. 

La storia non à ancora finita, ma si chiude con la meritata realizzazione di un sogno che aveva messo radice negli albori della loro amicizia, la realizzazione di un libro che diventa quasi una ” reliquia” che passa di mano in mano prima dei suoi familiari che non hanno bisogno di leggere ,perché sanno già il valore immenso che esso comporta per la loro amata figlia..

Recensione di Ely Grassi

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