Il mio amico Kim Jong-Un – Keum Suk Gendry-Kim

Il mio amico Kim Jong-Un, di Keum Suk Gendry-Kim (Bao – aprile 2025)

Una delle mie autrici di graphic novel preferite, quella di Le malerbe e L’ attesa per intenderci, torna in libreria con questo piccolo gioiello.

Per la prima volta si mette a nudo raccontando i timori e le speranze di tutti i sudcoreani.

In una narrazione che è a metà tra il documentario giornalistico e il romanzo confessione Keum Suk apre uno squarcio che illumina in modo storicamente impeccabile l’annosa questione della guerra tra le due Coree.

Con il suo stile essenziale ed elegante, accompagnato da brani di rara intensità emotiva , disvela il lato più nascosto dei suoi compatrioti mostrandoci come si può cercare una normalità in un Paese nel quale è ancora in atto, almeno formalmente, una guerra fratricida e ci mostra come le ingerenze continue degli USA abbiano spesso portato all’esasperazione del conflitto.

Guardando ora città come Seoul o Busan per noi occidentali è difficile infatti percepire un sotteso clima di ansia che serpeggia inconsciamente in ogni abitante.

Cosa succederà domani? La Corea del Nord userà mai l’atomica contro di noi? Le esercitazioni militari sconfineranno? Ci sarà finalmente una riunificazione dei due Stati?

Grazie a a questa graphic ho scoperto dettagli storici e politici che ignoravo ma soprattutto ho ricordato quella strana sensazione che si prova quando si arriva in Corea e, se si è attenti e un po’ storicamente preparati, si notano subito le avvisaglie di quel timore che aleggia e che la scrittrice riesce così bene a rendere parola e disegno.

Le maschere antigas sotto la metro, i filmati con personaggi animati che ti mostrano come comportarti in caso di attacco e che vengono mandati in loop nella metro, le scatole grigie negli alberghi che contengono imbracature e cavi per calarsi dalle finestre e le decine di messaggi di allerta che arrivano ogni giorno sul telefono utilizzando un sistema di protezione civile perfettamente rodato.

Ovvio che dopo il primo stupore tutto diventa normale perché la Corea del Sud ti abbaglia con luci multicolori, natura mozzafiato e architetture futuristiche ma ad uno spirito sensibile non sfugge che tutta quella voglia di divertimento, quella continua ricerca della bellezza in ogni cosa, la volontà quasi smaniosa di vivere ogni istante al massimo incuranti del domani, nasconde forse quella intima e negata paura che tutto possa cambiare.

Per tutto questo consiglio vivamente la lettura di questo libro a chiunque voglia approcciarsi allo spirito coreano in una maniera magari meno ortodossa ma egualmente valida.

Recensione di Annachiara Falchetti

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