Assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2025 allo scrittore ungherese László Krasznahorkai

Assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2025 allo scrittore ungherese László Krasznahorkai ”per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte”

 

© Niklas Elmehed – Fonte: Pagina Facebook Nobel Prize

MELANCONIA DELLA RESISTENZA, di László Krasznahorkai (Bompiani)

Libro con cui ho concluso l’anno e non potevo scegliere lettura migliore, rispecchia tutto ciò che cerco in una lettura, dalle prime pagine ero già innamorata e esaltata: sicuramente leggerò tutto quello che ha scritto l’autore.

Non è un testo facile per via della scrittura: le frasi sono molto lunghe, non c’è quasi suddivisione in paragrafi per cui si è trascinati in un vortice di fatti, pensieri e considerazioni per pagine e pagine da cui risulta quasi impossibile staccarsi, perché irretiti da questa prosa che ammalia e induce a voler arrivare alla fine anche se sembra non arrivare.

Degrado, disgusto, grettezza, quasi tutti i personaggi sono piccoli uomini guidati da bassi desideri, l’ambientazione è volutamente squallida e grottesca, il tutto corona in un susseguirsi crudeltà.

La storia gira attorno alla carcassa di una balena che viene portata come meraviglia da ammirare da un circo, ma è solo il simbolo del degrado che porteranno in un paese: la degenerazione è centrale in tutta la narrazione e, infatti, culmina con la descrizione accurata in varie pagine di una decomposizione.

Il fascino per il macabro, la pochezza dei personaggi ad esclusione del matto felice che rimane forse l’unico in grado di elevarsi dalla sporcizia terrena, creano un’atmosfera angosciante che fin dalla prime pagine trasmette disagio e ansia a chi lo legge, non abbandonandoti nemmeno a chiusura del libro.

La visione del mondo è molto cupa, claustrofobica già nell’ambientazione in un paesino sperduto, non mancano descrizioni con sagace e amara ironia di piccoli dettagli che rendono tutto estremamente reale e creano un contrasto con la parte più irreale, da realismo magico, che esalta ancor di più la pesantezza dell’aria e la sensazione di esservi rimasti impantanati senza possibilità di fuggire.

Imperdibile per chi ama le ambientazioni soffocanti, le narrazioni fra l’iperrealismo e il surreale-grottesco

Recensione di Francesca Fracassetti

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