ALTA FEDELTÀ Nick Hornby

ALTA FEDELTÀ, di Nick Hornby (Guanda)

Alta fedeltà racconta la crisi affettiva del protagonista Rob Fleming, intrecciandola con un uso narrativo assolutamente originale della cultura musicale. Il romanzo, ormai considerato un classico della narrativa pop britannica contemporanea, costruisce la propria struttura narrativa sul modo stesso in cui il protagonista organizza e interpreta la realtà: attraverso canzoni, dischi e classifiche.

Hornby adotta uno stile che, pur rimanendo fluido e ironico, è sorprendentemente coerente con il funzionamento della mente musicale di Rob. La narrazione procede come una lunga playlist emotiva, con salti temporali che ricordano la logica di una compilation: ogni episodio è associato a un brano, a una top five, a un momento sonoro che riattiva la memoria o rielabora il fallimento. Non c’è un semplice uso referenziale della musica: la cultura musicale è lo strumento con cui Rob pensa, sente e – soprattutto – racconta. La musica diventa forma mentis e insieme forma narrativa.

La costruzione del romanzo rispecchia l’approccio da collezionista compulsivo del protagonista: il racconto non segue una linearità classica, ma un ritmo sincopato, con ripetizioni, deviazioni, digressioni che imitano il flusso di coscienza frammentato e autocritico del protagonista. I riferimenti musicali, numerosissimi e spesso precisi fino alla maniacalità, non sono mai sfoggio gratuito: servono a mettere in scena il bisogno di ordine emotivo di un uomo che trova nei dischi un alfabeto più affidabile dei sentimenti reali.

Questa corrispondenza tra forma e contenuto è il punto di forza del romanzo: Hornby riesce a far coincidere il tono della voce narrante con la psicologia del suo personaggio, e questa voce è “intonata” con la musica che la nutre. La struttura a episodi, il gusto per l’elenco e la classificazione, la ripetizione dei motivi (amore perduto, incomprensione, nostalgia) evocano esplicitamente il linguaggio della canzone pop – quella britannica degli anni Sessanta-Settanta in particolare, da cui Rob prende ispirazione (e rifugio).

Alta fedeltà è un romanzo che non parla solo di musica: è scritto come se fosse musica. E nella sua apparente leggerezza, ci racconta una delle prove più difficili da affrontare nella vita adulta: imparare a crescere senza rinunciare a ciò che ci ha formato, anche quando questo “ciò” sono solo vecchi dischi, in una piccola stanza piena di rimpianti

 

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