IL FATTORE GATTO Piergiorgio Pulixi

IL FATTORE GATTO, di Piergiorgio Pulixi (Marsilio – settembre 2026)

 

 

Il fattore gatto è uscito in libreria il 15 settembre proprio lo stesso giorno del compleanno di Aghata Cristhie, non so se questa sia una cosa voluta dato che per stessa ammissione dell’autore il libro è un omaggio a 10 piccoli indiani, ma a me piace pensare che sia solo una coincidenza fortuita e che sia così di buon auspicio.

Anche se è il terzo libro che vede protagonista il libraio Marzio Montecristo lo si può leggere indipendentemente dagli altri perché rimane un libro a sé e i personaggi sono adeguatamente caratterizzati. Questa volta Marzio e la sua combriccola dei lettori del martedì con i gatti miss Marple e Poirot al seguito, vengono invitati al matrimonio della francese Valerie e dell’inglese Thomas, entrambi appartenenti a due dinastie bancarie ricchissime, che verrà celebrato in Sardegna nella selvaggia isola di Serpentara.

L’isola non sarà solo la perfetta cornice romantica per un matrimonio da favola ma soprattutto offrirà le condizioni ideali per sviluppare la trama di un giallo ad enigma sfruttando il metodo della camera chiusa in cui vittima e assassino rimangono all’interno di una cerchia ristretta di persone, proprio come nel celebre romanzo della Cristhie.

Il delitto infatti non tarderà ad arrivare e con esso la verità sulle reali motivazioni del matrimonio e sugli interessi di natura economica che esso celava.

Marzio verrà incaricato di indagare sull’accaduto in quanto persona estranea alla famiglia e quindi privo di pregiudizi o interessi e cercherà di capire se l’intenzione dell’assassino era solo quella di boicottare la fusione economica che il matrimonio avrebbe consacrato oppure se aveva anche dei motivi di carattere personale.

Scoprirà così che dietro l” apparente felicità di due famiglie che si apprestavano a vivere un giorno di festa in realtà si nascondono segreti inconfessabili e vecchi rancori. Ed è qui che viene fuori l’anima dell’autore, perché anche se si tratta di un giallo cozy, Piergiorgio Pulixi non si limita a farci divertire nel cercare di risolvere un mistero ma arricchisce il racconto rendendo la lettura non solo uno svago ma anche un occasione per parlare di temi importanti come ad esempio il denaro e il potere che esso svolge su chi non ne ha e ne subisce il fascino, ma soprattutto su come può diventare una gabbia che impedisce di avere il pieno controllo della vita di chi invece ne possiede troppo.

Gli spunti di riflessione sono tanti e vengono inseriti all’interno di una trama avvincente e mai scontata in cui soprattutto le varie figure femminili, ognuna in modo differente, svolgeranno un ruolo fondamentale per creare anche momenti di profonda commozione.

Alternando cinismo a buoni sentimenti Pulixi coinvolge il lettore al punto tale che ogni suo libro diventa un posto in cui è impossibile non perdersi per poi ritrovarsi con la sensazione di aver preso parte attivamente alla vicenda e questo potere nasce proprio dalla sua abilità di scavare nell’animo dei personaggi e di renderli talmente reali per cui è impossibile non empatizzare con essi; e pazienza se i puristi del giallo classico storceranno un po il naso se non è rimasto all’interno di determinati schemi narrativi, è mia opinione personale che parlare di generi letterari oggi in maniera troppo rigida sia molto limitante soprattutto per chi ha molto da dire e per chi lo sa fare molto bene come lui.

Buona lettura

 

Recensione di Maria Letizia Vidili

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