CONTRO UN MONDO SENZA AMORE Susan Abulhawa

CONTRO UN MONDO SENZA AMORE, di Susan Abulhawa (Feltrinelli – febbraio 2025)

Mi abbandono all’illecita fantasticheria di un mondo che ci avesse semplicemente consentito di vivere, di fare figli, di tenerci un lavoro, di muoverci liberamente sulla terra e di invecchiare.

Dopo Ogni mattina a Jenin, libro che ho trovato meraviglioso, rileggo Susan Abulhawa in questo romanzo potente e straziante che mi ha trascinato nel cuore pulsante del dramma medio-orientale.

Un pugno nello stomaco.

Contro un mondo senza amore è fondamentalmente un ritratto feroce eppure delicato di Nahr, la protagonista, una donna palestinese la cui vita si intreccia con la storia del suo popolo tra esilio, violenza, amore e resistenza. Nahr mi ha spezzato il cuore e me lo ha rimontato. La sua storia è narrata con una struttura che alterna presente e passato.

Partiamo dall’incipit: il romanzo si apre nella claustrofobia (pesante!) del “Cubo”, una cella dove Nahr, prigioniera politica dell’esercito israeliano, vive in isolamento, controllata da telecamere e docce che si attivano a sorpresa per pochi minuti. Un ambiente in cui anche il tempo smette di esistere, e in cui la protagonista non smette di lottare per la propria libertà interiore.

Con un uso magistrale di flashback vividi e struggenti, non ho potuto sottrarmi nel seguire la storia di Nahr: nata in Kuwait da una famiglia palestinese profuga dal 1948, costretta a fuggire da un paese all’altro (Iraq, Giordania, Palestina) alla ricerca di un luogo da poter chiamare casa… Abbandonata dal marito e spinta in un mondo di feste clandestine e sfruttamento sessuale, trova (ed è commovente) nella relazione con Um Buraq, figura controversa ma profondamente umana, un legame che le insegna la sopravvivenza. E nella danza, il suo rifugio e la sua identità più profonda.

La violenza subita, le etichette imposte (“terrorista”, “prostituta”), il carcere senza processo: tutto si stratifica nella voce di Nahr, che Abulhawa rende intensa e vibrante.

Non c’è sentimentalismo, ma una lucidità feroce che ci obbliga a guardare in faccia la disumanizzazione, senza mai perdere di vista la speranza…

Nahr è una donna da non dimenticare.

Contro un mondo senza amore è un romanzo che scuote, denuncia, ma soprattutto commuove. Una lettura necessaria per chi vuole comprendere non solo un conflitto, ma il prezzo intimo e personale della sopravvivenza in un mondo che sembra voler cancellare l’amore…

Lo consiglio alle donne, lo consiglio agli uomini, lo consiglio ai ragazzi.

Non si può vivere senza il cuore pulsante di Susan Abulhawa

Recensione di Maria Elena Bianco

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