Intervista a Gina Scanzani in occasione del suo romanzo autobiografico “Un amico invisibile”

Intervista a Gina Scanzani in occasione del suo romanzo autobiografico “Un amico invisibile”

 

Intervista n. 275

 

Gina Scanzani

 

 

Gina Scanzani torna dai suoi lettori con il libro “Un amico invisibile”

Dopo una serie di successi, e dopo l’esordio con il libro “Eccomi ci sono ancora”, Gina Scanzani, torna dai suoi lettori con il libro autobiografico “Un amico invisibile” di Bertoni editore.

La trama del libro

Dalla lotta contro una malattia rara e l’isolamento nasce una storia di rinascita. Attraverso la scrittura, l’autrice trova forza e connessione, trasformando il dolore in resilienza. Un amico invisibile è un viaggio emotivo che invita a riflettere sul potere della mente e sull’importanza di ascoltare la propria voce interiore. Un libro che tocca il cuore e dimostra come, anche nei momenti più bui, sia possibile trovare la luce.

Conosciamo meglio l’autrice, che ci apre le porte non solo del suo romanzo ma anche della sua persona attraverso risposte lucide e attente.

Il suo libro d’esordio è “Eccomi ci sono ancora” quanto è cambiata la Gina Scanzani da quel libro fino ad oggi?

Il mio libro d’esordio, ‘Eccomi ci sono ancora’, non è stato semplicemente un debutto letterario, è stato un vero e proprio punto di svolta nella mia vita. Devo la mia esistenza, così come la conosco oggi, proprio a quel libro. Sono profondamente consapevole che senza il coraggio di compiere quel gesto – quello di scrivere – forse oggi non sarei qui.

La Gina di oggi ha molto da insegnare alla Gina di ieri. Sono trascorsi molti anni da quella pubblicazione (circa tredici), e proprio in virtù del vuoto professionale che si era creato, la scrittura ha agito come un potente antidoto, colmando quel vuoto e, soprattutto, realizzandomi pienamente come persona.

In ambito letterario, dopo la stesura di ‘Eccomi ci sono ancora’, si è innescata in me una crescente sete di conoscenza. Ho sentito il bisogno di approfondire le mie competenze e di ampliare le mie conoscenze. Questa passione, inizialmente una scintilla, si è via via consolidata e accresciuta, anche grazie ai premi, alle partecipazioni a eventi e ai convegni che sono seguiti.

Oggi mi sento profondamente motivata a condividere la mia storia. Voglio mostrare come una persona, sfruttando le proprie capacità e la propria resilienza, possa riuscire a superare le difficoltà e a raggiungere i propri obiettivi, nonostante ogni avversità.

 

 

Cos’è la medicina narrativa di cui parla? La può spiegare?

La medicina narrativa è un approccio innovativo e sempre più riconosciuto nell’ambito sanitario che si concentra sulla centralità della storia del paziente e di tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura – medici, infermieri, caregiver, familiari. Non si tratta solo di raccogliere informazioni cliniche, ma di comprendere a fondo l’esperienza della malattia, le emozioni, i valori e le aspettative della persona. In pratica, si riconosce che il racconto è uno strumento potentissimo per connettere l’umanità del paziente con la scienza medica.

La medicina narrativa si fonda sull’idea che le storie – orali o scritte – siano un veicolo essenziale per la comprensione profonda. Permette ai professionisti sanitari di sviluppare una maggiore “competenza narrativa”, ovvero la capacità di ascoltare, interpretare ed essere toccati dalle vicende di chi vive la malattia.

Nel mio caso, ho avuto l’opportunità di vivere questo approccio in prima persona, avendo partecipato e vinto diverse volte a concorsi letterari come ‘Il Volo di Pegaso’, organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità. Le tematiche di questi concorsi mirano proprio a elaborare un tema specifico secondo la pura interpretazione del paziente. L’aspetto affascinante è che, come è stato ampiamente dimostrato, le varie elaborazioni narrative hanno sempre un riscontro significativo non solo a livello letterario, ma anche scientifico e medico, fornendo intuizioni preziose per migliorare la cura.

Attraverso il suo libro si indaga il concetto di Qui et ora”. Quanto è importante vivere il presente secondo lei e come si può vivere seguendo questa linea di pensiero?

Il concetto di ‘qui e ora’ è non solo fondamentale, ma direi quasi il pilastro portante della mia filosofia di vita, un principio che ho cercato di esplorare e far emergere profondamente anche attraverso le pagine del mio libro, ‘Eccomi ci sono ancora’.

Personalmente, non sono una persona che fa programmi a lungo termine. Ho imparato, anche dalle esperienze difficili che ho raccontato, che la vera pienezza non si trova nella rigidità della pianificazione, ma nella capacità di immergersi completamente nell’attimo presente. Per me, vivere l’attimo come se fosse l’ultimo non è una frase fatta, ma un modo concreto di approcciarmi alla quotidianità: significa essere totalmente presente in quello che faccio, che sia una conversazione, un’attività, o semplicemente un momento di riflessione.

Come si può vivere seguendo questa linea di pensiero? Credo che si tratti innanzitutto di consapevolezza. È un esercizio costante per eliminare le distrazioni, per non lasciarsi trascinare dai rimpianti del passato o dalle ansie del futuro. Significa apprezzare le piccole cose, i dettagli che spesso ci sfuggono perché siamo proiettati altrove. Per me, questo si traduce nel dedicare la massima attenzione a ogni interazione, a ogni esperienza, sentendo che ogni secondo è importante e che il tempo va vissuto. È solo liberandosi dalla prigionia della programmazione eccessiva che si può veramente assaporare la vita e sentire di averla vissuta fino in fondo, qui e ora.

Il suo romanzo sottolinea di come la vita sia bella a prescindere da tutto. Cosa le ha regalato di bello la sua di vita? Come si arriva a pensare positivo nonostante le sventure?

La cosa più preziosa che la vita mi ha donato è, senza dubbio, il tempo. Se ripercorro la mia esistenza, vedo un cammino intessuto di sofferenza e sacrificio, profondamente segnato dalla malattia. Eppure, proprio questa condizione non ha impedito alla mia mente di rialzarsi, di librarsi in volo verso una libertà interiore.

Questa bellezza d’animo, questo sentirmi libera, mi ha condotto verso una profonda consapevolezza di me stessa. È stato un percorso in cui ho compreso che la sofferenza, per quanto intensa, è solo una parte di quel grande viaggio che è la vita, non l’intero viaggio. Alla sofferenza, oggi, guardo con rispetto. Oserei dire con gratitudine, perché è proprio grazie ad essa che ho trovato la mia voce e la motivazione per scrivere.

Raggiungere questa prospettiva positiva, nonostante le sventure, è stato un processo lungo. Per me, è avvenuto riconoscendo che ogni esperienza, anche la più dolorosa, racchiude un potenziale di crescita e trasformazione. È come se la vita fosse un grande banco di scuola, il tempo il nostro maestro e noi, semplicemente, anime in balia del vento, ma con la capacità intrinseca di imparare e di evolvere da ogni folata.

 

Quali sono i suoi progetti futuri? Cosa si aspetta dal domani?

Ho molti progetti futuri, tutti profondamente legati alla mia vocazione di scrittrice. Il più imminente e significativo è la riedizione di ‘Eccomi ci sono ancora’, il mio libro d’esordio. Dopo tredici anni, sento che è giunto il momento di dare una conclusione serena e matura a quel lungo percorso, e sono entusiasta di presentarne una nuova versione.

In tutto questo tempo, la mia penna non si è mai fermata. Ho continuato a scrivere senza sosta e ho diverse opere pronte. In particolare, ho un volume di racconti, una raccolta di fiabe e alcune sillogi di poesie già completi e pronti per la pubblicazione. So che il settore editoriale attraversa un momento di trasformazione, e per questo motivo non ho fretta di pubblicarli immediatamente. Il processo creativo in sé mi appaga profondamente, e preferisco che la pubblicazione avvenga nel momento più opportuno, quando sentirò che il lavoro è pienamente maturo e l’occasione è quella giusta per raggiungere il pubblico nel modo migliore. Nel frattempo, continuo a dedicarmi alla scrittura di nuovi progetti, inclusi un romanzo rosa e una nuova raccolta di racconti, che sono attualmente in cantiere.

Per quanto riguarda cosa mi aspetto dal domani, in primis, naturalmente, la salute, che è la base per poter continuare a realizzare i miei sogni. Ma al di là di questo, il mio più grande traguardo sarebbe che la mia storia potesse essere di esempio e di ispirazione per qualcuno. Mi auguro che, leggendo i miei libri, le persone possano trovare le risposte che cercavano nella propria vita. Credo fermamente che una testimonianza autentica, che dimostri come si possa raggiungere un obiettivo con la sola forza delle proprie capacità e della propria determinazione, senza scorciatoie o raccomandazioni, abbia un valore intrinseco e un potere trasformativo che merita di essere condiviso.

 

Intervista di Lisa Di Giovanni

 

 

CONTATTI AUTORE:

https://www.instagram.com/gina_scanzani/

https://www.facebook.com/ginascanzaniscrittore/

www.ginascanzani.it

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

Commenta per primo

Commenti

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.