L’UOMO DAGLI OCCHI TRISTI, di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli – Agosto 2025)

Recensione 1
Ecco un altro libro che ci parla ancora di Vito Strega, l’intrigante criminologo che ha affascinato noi oltre che molte delle donne dei romanzi di Pulixi, che gli ruotano attorno come colleghe e collaboratrici. Ma ce ne parla sostanzialmente in sua assenza perché la storia in cui Pulixi ci trascina stavolta avviene ancora in Sardegna e particolarmente in Ogliastra, una delle più belle zone di questa isola.
Lì nel piccolo paese di Saruxi, che sorge su un lago incantevole, viene ritrovato a bordo del motoscafo dell’ex sindaco il corpo martoriato da ventitré coltellate, con abiti femminili, parrucca e trucco, di un giovane del luogo, Michelangelo Esu, figlio di Lorenza Maxia che gestisce nel paese un negozio di abbigliamento. Sulla morte del giovane, che era risaputo essere omosessuale, vengono inviate ad indagare due delle donne che abbiamo già conosciuto in altri libri di Pulixi, Eva Croce e Mara Rais, che già hanno fatto parte della squadra di Vito Strega e che adesso lavorano assieme a Cagliari.
L’indagine deve infatti essere svolta con estrema cautela perché vi compare appunto l’ex sindaco, Daniele Enna, che aveva portato l’eolico a Saruxi, e che adesso è un probabile candidato per le elezioni regionali; è in corso una altra indagine che dovrebbe portare il comune di Saruxi al commissariamento per infiltrazioni mafiose, proprie sull’affare delle pale eoliche e per questo va mantenuto un rigoroso riserbo sulle questioni legate all’omicidio del giovane. Scompaiono anche due amici del ragazzo ucciso e la madre riceve una lettera che il figlio sembra averle scritto prima di morire; c’è poi il mistero dell’uomo dagli occhi tristi che Michelangelo, che dipingeva, aveva più volte ritratto facendone il soggetto prediletto di molti suoi dipinti.
Non c’è solo l’indagine a rendere intrigante questo libro ma anche le vite personali delle due donne protagoniste, il loro rapporto con Vito Strega, il loro ruolo di madri. E poi c’è un’altra figura, anche questa già incontrata in precedenti vicende, un personaggio femminile, oscuro, che sembra avere un’ossessione particolare per il criminologo e che si diverte a mettere zizzania tra Eva e Mara.
Insomma un altro romanzo di tutto rispetto di questo autore sardo, decisamente talentuoso, che ci affascina con l’umanità dei suoi personaggi e con la trama ad alta tensione delle sue storie.
Recensione di Ale Fortebraccio
Recensione 2
L’uomo dagli occhi tristi, Piergiorgio Pulixi
In un piccolo paesino dell’Ogliastra ai piedi del Monte Pardu, conosciuto in tutta la Sardegna per essere il primo (e anche l’unico) paese che utilizza quasi completamente energie rinnovabili (c’è un campo eolico poderoso), viene trovato il cadavere di un ragazzo.
La cornice di questo ritrovamento è rilevante: la vittima è stata trovata sul motoscafo di un noto personaggio politico del luogo.
Saruxi (il nome del paesino) si trova parecchio fuori dall’area di azione del commissariato di Rais, ma la poliziotta viene convocata ugualmente.
Non solo: anche Croce, a Cagliari per un’altra faccenda dai lati ancora oscuri, viene richiesta sul luogo.
Sono entrambe famose per aver risolto crimini importanti e quindi chi meglio di loro…
La sorpresa di doversi recare così fuori zona diventa chiara quasi subito.
L’atteggiamento di Rais, particolarmente ruvida e silenziosa persino con la sua amica e collega Croce, invece, è motivo di stupore e di domande non risposte.
La visione del paesino di Saruxi si ammanta di stranezza.
Un paese pieno zeppo di fiori colorati, di cui i paesani vanno fieri.
La figura di un politico molto amato, addirittura considerato “il salvatore” del paese che stava morendo, condisce di sospetto tutti quei colori.
E’ come se una patina illusoria di bellezza abbia coperto tutto. All’interno delle case, però, dove nessun estraneo può vedere, la situazione è molto diversa.
Ecco la cornice in cui si muovono le nostre Croce e Rais.
Di Strega solo un’ombra… diciamo ingombrante… che dovrà essere affrontata.
Una volta erano una squadra, ora non lo sono più. Un’indagine interna li vedrà tutti coinvolti, ma qui viene solo accennato.
Sono le due poliziotte e il loro rapporto il cuore del romanzo.
A fare da cornice, come l’autore ci ha abituati in passato, tutta una serie di temi caldi e attuali: dall’accettazione del diverso in un piccolo paese, all’influenza della politica sullo sfruttamento delle energie “pulite”, alla criminalità organizzata.
Colpisce, come sempre, la delicatezza con cui l’autore affonda il coltello in questi temi: non ci arrivano giudizi o provocazioni, ma una realtà che spetta a noi decidere se accettare.
Per chi legge questo libro senza aver letto i precedenti, voglio subito assicurare che è normale, finita la lettura, andarli a cercare tutti.
Anche noi appassionati che conosciamo le storie della squadra siamo sempre più incuriositi e ingolositi dalle vicende.
Un poliziesco dalle tinte fosche ambientato in quella Sardegna chiusa all’interno che l’autore ha deciso, libro dopo libro di farci conoscere e amare.
Recensione di Rita Annecchino
Recensione 3
Con L’uomo dagli occhi tristi, Piergiorgio Pulixi prosegue la sua esplorazione del lato oscuro dell’animo umano, intrecciando un’indagine serrata con riflessioni profonde sul dolore, la giustizia e la redenzione. Il romanzo si inserisce nel ciclo delle indagini del gruppo investigativo guidato dalle ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, due figure femminili che, in questa storia, emergono con una forza e una complessità ancora più marcate.
Nel cuore di una Sardegna cupa e misteriosa, le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce si trovano ad affrontare un caso che scuote le fondamenta della loro squadra investigativa: un uomo viene ritrovato morto in circostanze inquietanti, con indizi che sembrano parlare di un passato sepolto e di una giustizia che non ha mai fatto il suo corso.
L’indagine si snoda tra silenzi, segreti e verità scomode, mentre le due protagoniste devono fare i conti con le proprie ferite interiori. Il volto dell’uomo assassinato, segnato da una tristezza profonda, diventa il simbolo di una storia che va oltre il crimine: è il ritratto di una società che fatica a distinguere il colpevole dalla vittima.
Mara Rais ed Eva Croce: due anime in contrasto
In questo capitolo, le due protagoniste si trovano di fronte a un caso che le costringe a confrontarsi non solo con l’orrore del crimine, ma anche con le proprie fragilità.
-
Mara Rais è l’istinto, la rabbia trattenuta, la voce della Sardegna che pulsa sotto la pelle. In questo romanzo, la sua impulsività si scontra con una realtà che non offre risposte semplici. Il suo approccio diretto e viscerale all’indagine la porta a scavare nel passato delle vittime e dei carnefici con una determinazione che rasenta l’ossessione. Ma sotto la corazza, si intravede una donna che cerca ancora un equilibrio tra giustizia e vendetta.
-
Eva Croce, invece, è la razionalità ferita. Milanese, introversa, segnata da un lutto che continua a tormentarla, Eva si muove con cautela, analizzando ogni dettaglio con precisione chirurgica. In L’uomo dagli occhi tristi, la sua empatia diventa uno strumento d’indagine: è lei che riesce a cogliere le sfumature emotive del caso, a leggere il dolore dietro gli occhi del colpevole e delle vittime. La sua evoluzione è silenziosa ma potente: da donna spezzata a investigatrice capace di affrontare l’abisso senza esserne inghiottita.
Un’indagine che è anche introspezione
Il romanzo non si limita a raccontare un crimine: è un viaggio nei meandri della colpa e del rimorso. Pulixi costruisce una trama avvincente, dove il ritmo serrato dell’indagine si alterna a momenti di profonda introspezione. Le protagoniste non sono mai semplici pedine narrative: sono donne vere, complesse, che sbagliano, soffrono, resistono.
Il titolo stesso, L’uomo dagli occhi tristi, suggerisce una tensione emotiva che attraversa tutto il romanzo. L’antagonista non è solo un colpevole da smascherare, ma un enigma umano che costringe Mara ed Eva a interrogarsi sul confine tra giustizia e compassione.
Pulixi firma un noir potente, dove la Sardegna non è solo sfondo ma personaggio, e dove le ispettrici Rais e Croce brillano per autenticità e profondità. L’uomo dagli occhi tristi è un romanzo che lascia il segno, non solo per la trama avvincente, ma per la capacità di raccontare il dolore con rispetto e lucidità
Recensione di Paolo Pizzimenti
.
Recensione 4
L’uomo dagli occhi tristi è l’ottavo libro della serie “I canti del male”.
Questo nuovo thriller è veramente bello, incalzante con colpi di scena che lasciano a bocca aperta, sono arrivata alla fine stremata per tutte le emozioni che ho provato.
Le protagoniste sono Mara Rais e Eva Croce, le due ispettrici che abbiamo conosciuto per la prima volta nel libro “L’isola delle anime”.
L’intero libro è ambientato in Sardegna, dove tutto è un po’ rallentato, dove certe vicende non possono accadere ma accadono nell’incredulità delle persone che ci vivono perché si preferisce fare finta di non sapere, di non vedere.
Questa volta ci troviamo a Saruxi, in Ogliastra (è un luogo immaginario). Appena si arriva siamo travolti da fiori variopinti che fanno capolino da ogni dove. Sembra strano che proprio qui sia stato commesso un omicidio. Uno dei più efferati.
Un ragazzo di appena diciassette anni viene ritrovato morto travestito da donna a bordo di un motoscafo che galleggia sul lago.
Rais e Croce vengono subito chiamate ad investigare dal procuratore generale, anche se Saruxi non fa parte della loro giurisdizione. Devono chiudere il caso senza clamore e scandali per salvaguardare il fragile equilibrio politico dell’isola. Al centro dell’inchiesta c’è l’ex sindaco Daniele Enna, grazie a lui Saruxi è rinata, le famiglie hanno ritrovato lavoro e dignità. Ma loro sono le migliori.
Le due ispettrici partono subito, ognuna persa nei propri pensieri. Nel loro privato stanno passando un brutto periodo. Mara è alle prese con l’ex marito che vuole avere l’affidamento esclusivo della figlia Sara. Eva viene contattata da un investigatrice privata, riguardo al suo passato, a sua figlia Maya.
Le due donne hanno bisogno l’una dell’altra, in passato le loro vite sono state in pericolo a tal punto da doversi fidare, ma ancora non riescono ad oltrepassare quel limite, mettere a nudo le proprie anime.
L’omicidio nasconde ben altro, qualcosa di ben più grave. Dietro c’è gente potente che non si fa scrupoli.
Tutto questo le porterà a fondo fino agli inferi per rinascere insieme ed essere più unite che mai, ma prima si dovranno dire tutto quello che si sono tenute dentro, e farà male.
Ora dovranno scoprire chi le tiene sotto controllo, chi vuole separarle.
Recensione di Giampa Ale Milia


Commenta per primo