LE DOMANDE PROIBITE Éric Chacour

LE DOMANDE PROIBITE, di Éric Chacour (Guanda – aprile 2025)

Ho letto un libro bellissimo “Le domande proibite” romanzo d’esordio di Éric Chacour.

È un romanzo di una bellezza potente, che mescola la precisione della narrazione dei fatti alla delicatezza della poesia dei sentimenti. La prosa è pulita, priva di fronzoli sentimentali, eppure è capace di evocare emozioni profondissime. È un libro che parla di omofobia, esilio e differenze di classe senza mai diventare un manifesto politico, restando sempre profondamente umano. Racconta di una società conservatrice e di una famiglia di alto lignaggio in cui ci sono domande che non si possono porre: sulla sessualità, sulla felicità personale al di sopra del dovere familiare e sulle ingiustizie sociali (rappresentate dal quartiere povero di Moqattam).

È ambientato al Cairo dagli anni ’80 in poi. Protagonista è Tarek, un giovane medico egiziano che conduce una vita già tracciata: ha ereditato l’ambulatorio del padre, ha sposato una donna che stima e appartiene alla rispettabile comunità levantina della città, ma tutto cambia quando Tarek apre un dispensario a Moqattam, un quartiere povero, dove incontra Ali, un ragazzo semplice e luminoso. Questo incontro fa crollare le mura che Tarek ha costruito intorno a sé, costringendolo a confrontarsi con desideri che non hanno nome nella sua società e con domande che non ha mai osato porsi. La sua scelta, nata da un inganno, lo porterà all’esilio in un freddo Canada, lontano dal calore della sua terra, in una fuga che è una ricerca di sé.

Il rapporto tra Tarek e sua madre, o quello con la moglie Mira, sono descritti con una sottigliezza psicologica rara. La particolarità più affascinante è l’uso della seconda persona singolare: un narratore misterioso si rivolge direttamente a Tarek, il libro è una lunga lettera mai spedita che racconta la storia di un uomo attraverso lo specchio della sua coscienza perché predominante è il tema dell’identità: il racconto esplora cosa significhi perdere tutto per poter finalmente essere se stessi.

Il titolo originale: Ce que je sais de toi (Quello che so di te) è un’affermazione di conoscenza e possesso emotivo e testimonia una dichiarazione di vicinanza estrema: qualcuno sta guardando dentro Tarek, conosce i suoi segreti più intimi, i suoi desideri inespressi e i suoi fallimenti. Chi è questo qualcuno? Chi sta raccontando e ricostruendo la vita del dottore e la osserva da lontano (o dal futuro)?

Recensione di Chiara Savorgnan

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