OPERAZIONE SHYLOCK, di Philip Roth (Adelphi – aprile 2026)

“Dalla fine della seconda guerra mondiale Israele è diventato la minaccia più grave per la sopravvivenza ebraica… Sta deformando e sfigurando in tanti, terribili modi gli ebrei come solo i nostri nemici antisemiti un tempo avevano facoltà di fare”
Philip Roth, convalescente dopo un terribile esaurimento nervoso indotto da un farmaco che stava assumendo, si reca in Israele.
Qui si scontra con una sorta di suo doppelganger che porta avanti il movimento del diasporismo, sulla necessità di re-emigrazione degli ebrei in Europa.
Finirà anche per essere manovrato dal Mossad… Che forse tira le file di tutto ciò dall’ inizio…
Opera geniale e metatestuale di Philip Roth, sempre in bilico tra finzione e realtà, all’ interno della stessa invenzione letteraria, che spinge il lettore ad interrogarsi perennemente su quello che sta veramente succedendo, non solo per quanto riguarda il protagonista, ma anche sulla situazione generale del medio oriente.
Il fatto che sia poi maledettamente attuale, invitando a pensare senza dare giudizi, dà il segno dell’ importanza di questo libro nella produzione letteraria di uno dei più grandi scrittori a cavallo tra XX e XXI secolo.
Lettura fondamentale.
Recensione di Cristian Livraga


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