“I killer non mangiano la pizza ai funghi” di Francesco Recami: il raffinato caos di Francesco Recami (SEllerio – giugno 2026)

Se cercate la solita spy story con inseguimenti in elicottero e agenti segreti senza una piega, avete sbagliato cartone della pizza. Con I killer non mangiano la pizza ai funghi, Francesco Recami fa quello che gli riesce meglio: prende le regole del genere, le stravolge con la sua satira grottesca e si diverte a vedere che cosa succede.
Muove trame, sottotrame e personaggi come un oste che ha otto tavoli da servire e una cameriera sola, che è lui. A tratti ho avuto l’impressione che la narrazione procedesse a zigzag, senza una meta precisa, e più di una volta mi sono chiesto dove volesse andare a parare. Poi ho cominciato a sospettare che Recami sapesse benissimo dove stava andando, ma non avesse alcuna intenzione di farmelo sapere. Quel disordine, insomma, è voluto: tiene il lettore in bilico e regala alla vicenda spionistica un’atmosfera misteriosa e surreale che una narrazione più ordinata avrebbe probabilmente guastato.
Sullo sfondo, ma nemmeno troppo, arriva la scudisciata satirica contro la TV trash, il degrado culturale e quella demeritocrazia tutta italiana in cui l’incompetenza non è necessariamente un ostacolo alla carriera. Anzi, qualche volta sembra proprio un requisito. E viene da chiedersi se facciano più paura i killer del titolo o certi personaggi che, purtroppo, non sembrano poi così lontani dalla realtà.
Il ritmo non è quello martellante del thriller da aeroporto, e per fortuna. Il divertimento sta proprio nel vedere Recami prendere le regole del genere, sfogliarle come un menù e poi ordinare tutt’altro.
Un romanzo che mi ha divertito, disorientato e, alla fine, conquistato. Quanto alla pizza, dopo aver letto Recami, non sono più tanto sicuro che siano i funghi il problema.
“I killer non mangiano la pizza ai funghi” di Francesco Recami: il raffinato caos di Francesco Recami
Recensione di Vincenzo Anelli


Ho amato moltissimo la saga dei romanzi “di ringhiera” : una raffinata parodia del poliziesco “all’italiana ” mescolata a una sapida satira socieale.
Ma Recami è morto oltre un anno fa, dopo una lunga malattia assia debilitante: come può aver scritto un nuovo romanzo?
Forse come ha fatto Camilleri, dopo la cui scomparsa (quasi centenario e completamente cieco) sono usciti altri tre romanzi con protagonista Il Commissario Montalbano?
L’autorevolezza di una casa editrice si misura anche ( e soprattutto) da queste scelte!