QUEL CHE SEMBRA Un’avventura del commissario Bordelli, di Marco vichi (Guanda – ottobre 2026)

Un ragazzo ritrovato in fondo al monte Ceceri viene ricoverato in ospedale dove lotta tra la vita e la morte. Ma qual è stata la causa della caduta? E quali verità si celano dietro questo ragazzo di buona famiglia di cui tutti parlano bene? Tocca a Franco Bordelli, recentemente reintegrato in polizia come vicequestore, tentare di far luce sulla vicenda insieme al fido commissario Piras. In parallelo a questo il nostro continua a fare bilanci sulla propria vita, sulla sua relazione con la giovane Eleonora e sul dramma di un presente carico di cicatrici; a questo si aggiunge un caro amico che gli darà una notizia sconvolgnete.
Chi ha letto i romanzi dedicati a questo personaggio sa bene che soprattutto negli ultimi l’elemento giallo, comunque presente, diventa quasi secondario rispetto alle sue vicende esistenziali: Bordelli vede nei luoghi che percorre e nelle facce che incontra episodi del suo passato e compie profonde riflessioni sul presente, sulle cicatrici che la società si porta addosso e sulla necessita di proteggere e istruire le nuove generazioni. C’è amarezza, malinconia, eppure il nostro non si arrende ai giudizi impietosi del teschio Geremia e cerca conforto nell’amore e in piccoli grandi gesti di umanità che incontra per strada e che rendono completo il quadro storico in cui vive.
Una lettura senz’altro avvincente per la buona costruzione del giallo ma a che profonda per le storie narrate e per il ritratto di un mondo che ci appare lontano, dove si doveva aspettare di sviluppare un rullino per vedere la foto di una bambina neonata e per parlare con una persona all’estero bisognava aspettare che tornasse, un mondo pieno di ferite mai rimarginate e allo stesso tempo ricco di cose da raccontare, guidati dagli occhi e dalla memoria di Franco Bordelli.
Recensione di Enrico Spinelli


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