LE ORME SULL’ACQUA Alessandro Cavallini

LE ORME SULL’ACQUA Nella pallanuoto e nella vita si può vincere anche con «un uomo in meno», di Alessandro Cavallini (ERGA)

 

 

Quando la pallanuoto insegna a nuotare controcorrente (anche nella vita)

Partiamo da un presupposto: Alessandro Cavallini non voleva scrivere un capolavoro da Premio Strega, di quelli come una traversata a rana e subordinate degne di un atto notarile. E io lo ringrazio, perché ci ha risparmiato il mattone, regalandoci un’autobiografia che è un tuffo nella vita, con il cuore in mano e il costume ben stretto.

La tecnica dei salti temporali qui funziona come un contropiede ben orchestrato. I continui avanti e indietro tra il ragazzo e l’uomo maturo non sono un artificio narrativo, ma il riflesso di come funziona davvero la memoria: un pasticcio meraviglioso in cui i ricordi affiorano quando meno te lo aspetti.

Questo libro contiene molte delle cose che vorrei dire ai miei figli e che puntualmente non dico, o dico male, restando lì come un pesce lesso. Ed è proprio questa la forza di Cavallini: riesce a esprimere con semplicità ciò che molti genitori sentono e faticano a mettere in parole. Lo fa con la leggerezza di chi nuota e la profondità di chi conosce il fondo. Il merito di Cavallini è che questa sincerità non scivola mai nell’autocommiserazione: racconta, lascia giudicare e si fida dell’intelligenza del lettore.

C’è poi un tema che mi ha stretto il cuore: la lontananza familiare. Cavallini racconta il padre trasfertista, di stanza a Monfalcone mentre la famiglia restava in Liguria, e non ne fa un dramma da telenovela: la distanza è lì, tra le righe, con la mancanza che brucia ma senza autocommiserazione. È un tema che mi ha toccato da vicino, perché anch’io sono un trasfertista, e i pranzi della domenica saltati o le partite dei figli trasformate in risultati da leggere su un’app — quest’anno con orgoglio fino alla Serie C — li conosco fin troppo bene. Cavallini mi ha ricordato che l’acqua, in fondo, riesce a tenere insieme i legami anche quando le braccia non si toccano.

La pallanuoto è il pretesto perfetto. Ho scelto questo libro perché i miei figli ci sguazzano dentro, in un mondo piccolo fatto di genitori urlanti e ragazzini che si fanno il mazzo. Ma è anche il luogo dove impari che un gol può avere la stessa poesia di certi versi. Cavallini lo descrive così bene che ti viene voglia di fare quel tiro teso sotto la traversa, o la palombella… anche se hai 50 anni e la sciatica.

E qui voglio soffermarmi: questo libro non è solo per chi nuota. È per i ragazzi che devono scegliere – e a loro, prima di tutto, lo regalerei – ma è anche per i genitori, che devono ricordarsi che il loro compito non è fare l’arbitro o il secondo allenatore dalla tribuna, ma stare accanto. È per gli allenatori, che a volte dimenticano che in vasca si formano persone prima ancora che atleti. E sì, oserei dirlo, anche per i dirigenti sportivi: una lettura che farebbe bene a chiunque gestisca una società, per ricordarsi che i bilanci non sono soltanto economici, ma anche umani. Un libro, insomma, che tutti gli adulti dovrebbero leggere.

Ora, però, devo fare il rompiscatole: non è il Covid in sé il problema — capisco benissimo che sia stato il fermo forzato a spingere Cavallini a scrivere, ed è anzi un’origine che rende il libro ancora più autentico. Il problema sono certe puntate tecnico-politiche infilate qua e là — pareri su misure, virologi, gestione della pandemia — che il libro non chiedeva e non meritava. Qui però il libro inciampa! Non serve, non aggiunge nulla, e stona come una radiolina accesa a bordo vasca durante la presentazione dei giocatori. Io le avrei lasciate fuori dal piano vasca.

Detto questo, il saldo è ampiamente positivo. “Le orme sull’acqua” non si prende sul serio e proprio per questo funziona. È un inno a chi non molla mai, nemmeno quando la vita ti mette in inferiorità numerica. Consigliatissimo. E se, dopo averlo chiuso, vi verrà voglia di chiamare un vostro ragazzo per un buffetto, o viceversa cercare il consiglio di un adulto, sappiate che non è stata la nostalgia. È stato Cavallini.

“Le orme sull’acqua” di Alessandro Cavallini: quando la pallanuoto insegna a nuotare controcorrente (anche nella vita)

 

Recensione di Vincenzo Anelli

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