L’INQUILINA – L’INSEGNANTE – Freida Mc Fadden (Newton Compton 2025 – aprile 2026)


Sull’onda de Nella casa dei segreti, che non mi aveva abbastanza intrigato, ho deciso di leggere qualcos’altro di questa scrittrice che dicono sia una delle autrici americane più lette, in testa alle classifiche di vendita. Purtroppo questi due libri che ho letto, uno di seguito all’altro, mi hanno decisamente delusa, perché hanno messo in evidenza quello che si può considerare come uno schema ripetitivo, con situazioni al limite dell’assurdo, personaggi non particolarmente attraenti, se non proprio antipatici. E inoltre queste trame ambientate in ambienti familiari o comunque chiusi, dopo un po’ mi annoiano.
I due libri si leggono velocemente ed in modo scorrevole ma a mio avviso lasciano poco di interessante in chi legge: potremmo dire che se non hai niente da fare di più attraente ti aiutano a far trascorrere il tempo grazie al ritmo veloce del testo. Giudizio impietoso? Forse, ma sia ne L’inquilina che ne L’insegnante i personaggi appaiono tutti abbastanza odiosi: ne L’inquilina un giovane di successo, con una carriera promettente, un certo Blake Porter, all’improvviso viene licenziato per una sua presunta scorrettezza sul lavoro, di cui tuttavia lui si dichiara innocente.
Assieme a Christa, la sua fidanzata con cui convive, decidono di affittare una stanza del bell’appartamento in cui vivono e, dopo alcuni incontri con improbabili inquilini, la loro scelta cade su una giovane, Whitney, che sembra apparentemente senza difetti. Ed invece per il povero Blake comincia un periodo da incubo tra insetti fastidiosi che invadono la cucina, odori nauseabondi, rumori notturni e utilizzo di prodotti a cui il giovane è allergico. Dopo un bel po’ di descrizioni di angherie varie, Blake vorrebbe liberarsi dell’inquilina ma Christa la difende e pare non credere al fidanzato. Poi c’ è il solito colpo di scena finale che dovrebbe mettere tutto a posto.
Analoghe osservazioni mi vengono dalla lettura del secondo libro, L’insegnante. Qui siano all’interno di un ambiente scolastico: i personaggi principali, sempre tre, sono: Addie, una giovane liceale con una storia problematica per un rapporto forse equivoco (ma niente è certo) con un insegnante che è stato per questo allontanato; poi c’è una coppia di insegnanti, che sono anche sposati tra di loro, che si ritrovano la ragazzina inserita nelle loro classe. Sono Eve, insegnante di matematica, donna solida e pratica ma con una insana passione per le scarpe di marca che compra in continuazione in modo pressoché compulsivo, e Nat, il marito, che insegna inglese e che mette in piedi un gruppo di lavoro che si occupa di poesia, gruppo in cui viene inserita anche Addie.
E qui comincia tutta una serie di rapporti strani tra i tre, che porteranno ad una brutta storia, che ho trovato assurda. Volendo proprio essere clementi ci sarebbe stata la possibilità di approfondire il ruolo negativo che può svolgere la maldicenza in un ambiente chiuso, oppure affrontare le problematiche sulla deontologia che dovrebbe essere alla base dei rapporti tra docenti e allievi, ma tutto invece per certi versi rimane a livello di un romanzetto rosa, anche poco credibile, con accenni anche di cattivo gusto. Insomma a mio avviso due libri da dimenticare al più presto ed un giudizio decisamente poco lusinghiero su questa scrittrice
Di Ale Fortebraccio


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