SANTA BARBARA Nicola Lagioia

SANTA BARBARA, di  Nicola Lagioia (Einaudi – ottobre 2026)

 

 

Capurso, Puglia, 1940. Nunzia è una ragazza misera ma che sogna in grande. Grande lavoratrice, ha una visione del suo destino un giorno durante un tramonto. Appena sedicenne, sposa Nicola e diventa mamma di Domenico. Il matrimonio non è felice, Nicola proverà ad abbandonare la famiglia e Domenico, degno erede di sua madre, in termini di desiderio di lasciarsi alle spalle la miseria e capacità di lavoro, un passo dopo l’altro, fonderà i Ricami del Sud, un’impresa di confezioni con preziosi e antichi ricami e pizzi. Ma Domenico ricercherà sempre quello che secondo lui è il meglio nella vita.

Non è facile parlare di questo libro senza dire altro sulla trama, perché è uno di quei romanzi con molta trama. Ma, poiché in linea di massima, la trama è sempre ciò che mi interessa meno, mi focalizzerò sul resto.
Nicola Lagioia riporta la narrazione nella sua Puglia e racconta tantissime cose, lasciandone sospesa più di una (cosa succede a casa di Stella?come finirà i Ricami del Sud?). Racconta il forte, fortissimo desiderio di rivalsa, di uscire dalla miseria. A volte, con pochi scrupoli, però, a volte a tutti i costi, però. Racconta il tradimento, tradimento a volte frutto del desiderare tutto, troppo, del non essere in grado di scegliere ma continuare a tenere gli occhi ovunque. Racconta la vendetta, il paese del sud e le sue leggi non scritte. Racconta dove si può arrivare solo con l’intelligenza, la capacità di lavoro, la visionarietà. Racconta un sud culturalmente retrogrado, in cui la donna è relegata ad essere mamma e moglie e magari a subire i tradimenti del marito, ma il giudizio sociale è feroce se a tradire è lei. Racconta la gelosia, la smania di possesso, l’inizio delle rivolte sociali. Racconta di matrimoni infelici, in cui tutti si sentono intrappolati.
In tutta sincerità, personalmente non ho amato nessun personaggio: a parte il buon Giovanni, molti di loro sono animati da un’avidità a 360 gradi che forse può comprendere a fondo solo chi ha provato la fame vera. Il vero protagonista è Domenico, nonostante la storia inizialmente sia incentrata su Nunzia: è lui che svilupperà e scriverà la storia della famiglia Epifania. Domenico che vuole sempre essere l’eroe della storia, relegando chiunque a ruoli secondari per prendersi tutta la luce.
Lo stile narrativo è lineare e scorrevole, il racconto è il terza persona e talvolta, soprattutto verso la fine, la narrazione passa in prima persona e a parlare è Anna, moglie di Domenico. E talvolta si ha l’impressione che a parlare sia Andrea, figlio di Domenico. Il finale è volutamente e apparentemente incompiuto, e forse i brevissimi e misteriosi capitoli in cui a parlare è probabilmente Andrea, danno un’idea della ricostruzione della storia.
In tutto questo, in cima, c’è santa Barbara a cui le donne capursesi si rivolgono per esaudire i desideri più indicibili.
Un’opera potente, una storia del sud, piena e densa, da leggere assolutamente.

 

Recensione di Nadia Carella

Farmasave - La tua farmacia Online

Commenta per primo

Commenti

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.