DOVE SI LEGGE DI PIÙ?  Le regioni con più lettori, ma i dati sono sorprendenti e dimostrano che…

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DOVE SI LEGGE DI PIÙ?

Un sondaggio svela la regione con più lettori, ma i dati sono sorprendenti e dimostrano che forse non è vero che in Italia si legge poco.

 

Ogni anno sondaggi e inchieste rilanciano un noto allarme: in Italia ci sono pochi lettori, davvero troppo pochi. Ma è davvero così? Il gruppo FB Un libro tira l’altro, ovvero il passaparola dei libri è il più frequentato gruppo in lingua italiana sull’argomento e conta quasi 180.000 iscritti, dato che in effetti sembra mettere in discussione le più cupe previsioni.

Certo, le iscrizioni su FB non sono prove schiaccianti ma almeno lasciano intravedere uno spiraglio di speranza, anche perché le statistiche sulla lettura molto spesso prendono in considerazione solo i dati di vendita e non l’effettivo tempo che una persona dedica a questo passatempo, quindi non vi rientrano i libri letti tramite prestito bibliotecario o tramite altri sistemi di condivisione.

 

 

Tenendo conto di questo, abbiamo deciso di scoprire da dove arrivano i numerosi membri della nostra community: secondo le statistiche fornite da FB la maggior parte dei nostri iscritti è laziale e quindi c’era da immaginarsi che fosse il Lazio la regione con più lettori, ma una volta lanciato il sondaggio, abbiamo fatto una scoperta sorprendente.

La regione con più lettori attivi sul nostro gruppo è, infatti, la Lombardia, seguita di pochissimo dalla Toscana, mentre il Lazio si trova al quarto posto, dopo l’Emilia Romagna;  notevole il distacco delle altre regioni, tutte sotto le 1000 unità, fino ai 34 indomiti lettori della Valle d’Aosta, fanalino di coda.

 

 

Questo significa forse che in Valle d’Aosta non legge nessuno e che tutti i lettori d’Italia sono concentrati in Lombardia? Assolutamente no, significa solo che, ancora una volta, dati e statistiche telematiche non hanno mai valore assoluto: infatti, se è vero che il Lazio supera le altre regioni per iscrizioni, evidentemente sono i lettori lombardi a frequentare di più FB e quindi a interagire sul gruppo; questo non vuol dire che in Lombardia si legga di più che nel Lazio o nelle altre regioni, significa che le nuove tecnologie hanno un impatto che le statistiche tradizionali, usate per stabilire che “in Italia si legge poco”, forse andrebbero aggiornate alla luce dei nuovi canali di comunicazione.

Per essere un paese dove si legge poco, un gruppo tanto popolato e attivo come Un libro tira l’altro, ovvero il passaparola dei libri dovrebbe interessare chi si occupa di statistiche sulla lettura.

Un altro dato interessante riguarda i lettori in lingua italiana residenti all’estero: la maggior parte di loro si trova in Svizzera ma abbiamo rappresentanze di lettori da ogni parte del mondo, in tutti i continenti.

 

 

Concludendo: sicuramente le a lettura non è il passatempo preferito della maggior parte degli italiani, ma la realtà rappresentata da questi dati mostra comunque un paese nel quale i lettori sono numerosi, attivi e pronti al confronto: meritano che la loro voce si senta più forte, perché oggi più che mai, un libro può rappresentare un’oasi di pace e tranquillità, un’ancora di salvezza in un momento tanto incerto come quello che stiamo vivendo.

Hanno partecipato al sondaggio oltre 17.000 lettori.

Questo è il link del sondaggio dove è ancora possibile partecipare: Dove si legge di più?

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

2 Commenti

  1. Ciao! Sono una delle persone che ha partecipato al sondaggio e sono molto felice di averlo fatto. Questo articolo in effetti evidenzia in modo chiaro sia come Internet influenzi le nostre abitudini che i metodi tradizionali di raccolta dati per le statistiche. Credo infatti che un gruppo come questo sia un grande aiuto per chi legge oltre che un luogo accogliente per chi sente meno questa abitudine. Infatti anche se una persona legge poco, avere un posto dove può scambiare e raccogliere consigli può influenzare positivamente il suo rapporto con la lettura, dato che le recensioni sono tra le più variegate e senza alcun pregiudizio di generi. Ciò che mi ha fatto riflettere è poi il fatto che, come evidenziato, molte statistiche tendono a fare apparire la nostra nazione come poco avvezza alla letteratura mentre in realtà ci sono innumerevoli modi per leggere senza per forza comprare un libro. Biblioteche, scambi tra amici, letture in gruppo, audiolibri e podcast tramite le numerose iniziative di emittenti radiofoniche sono dati che spesso non vengono conteggiati. Ci si deve infine chiedere come mai i dati sono tanto pessimisti: se la lettura venisse ancora di più promossa e incoraggiata con diffuse e diverse iniziative sono certa che le cose cambierebbero. La lettura non è solo un hobby personale, è una sana abitudine che aiuta a sentirsi parte di un mondo, ad allargare i propri orizzonti, a capire sia la Storia che il presente. Dovrebbe essere mostrata come una cosa positiva e non solo come un’attività su cui confrontarsi negativamente con il resto d’Europa. Se si mostra solo quel lato della medaglia si può dare ancora più l’impressione che quest’attività sia qualcosa di estraneo, il ché è ben lontano dalla realtà. Viva luoghi come questo, pieni di creatività e confronto. Viva fiere, saloni del libro, programmi di approfondimento sugli scrittori, quiz a tema letterari, interviste a biblioteche e librerie indipendenti, iniziative condivise. Sogno un mondo in cui la notizia del giorno sia una buona lettura e non il commento del TG al Calciomercato.

    • Condividiamo in pieno il commento di Rossana.
      Circa un anno fa il TG1 aveva preparato un servizio proprio sul nostro gruppo, ma non è mai andato in onda. Sarà un caso?

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