LE RELAZIONI PERICOLOSE Pierre Choderlos de Laclos

LE RELAZIONI PERICOLOSE Pierre Choderlos de Laclos Recensione UnLibro

LE RELAZIONI PERICOLOSE, di Pierre Choderlos de Laclos

Si tratta di un romanzo epistolare, genere poco esplorato in letteratura o almeno non così comune nelle letture correnti, scritto durante l’ancien regime in Francia. Gli amici di penna sono tutti nobili, tranne la Presidentessa di Tourvel, unica borghese comunque molto abbiente. Nella cornice del romanzo nobile è sinonimo di dissoluto e dedito a qualunque tipo di piacere, sebbene per le donne sia richiesto una certa padronanza nell’arte dell’ipocrisia per potervisi dedicare senza finire rovinate. La marchesa di Merteuil è somma padrona di tale arte. In una sua lettera potrebbe apparire una femminista ante litteram, perché ritiene di essere nata per vendicare il suo sesso nei confronti di quello maschile: costretta a sposarsi giovanissima con un marito scelto dalla famiglia come molte sue coetanee e  LE RELAZIONI PERICOLOSE Pierre Choderlos de Laclos Recensione UnLibrolasciata precocemente vedova felice, passa da un amante all’altro senza perdere la sua reputazione grazie alle sue sapienti doti da maestra dell’inganno e dell’ipocrisia. Tiene spesso in pugno i suoi amanti, come nel caso del visconte di Valmont, altro protagonista insieme alla marchesa, figura molto simile a quella descritto di Kierkegaard ne “ Il diario di un seduttore”, a cui affida l’incarico di sedurre la promessa sposa di un suo ex-amante, colpevole di averla lasciata. Invero la marchesa è una donna per cui è difficile provare simpatia, perché è perfida e assolutamente incapace di provare amore o almeno simpatia per gli altri, che anzi usa o per il suo godimento o per soddisfare la brama di potere che la anima o per le sue vendette. Su Valmont esercita una sottile violenza psicologica, che è forse la parte più interessante delle lettere. Gli dice cosa fare, lo lusinga, e, quando cerca di disobbedire al suo volere, lo colpisce nei suoi punti deboli con raffinata maestria. Valmont risulta più simpatico di lei, perché sembra capace di mutare dalla figura quasi stereotipata di seduttore seriale, quando durante la conquista della casta moglie del Presidente di Tourvel finisce per provare amore ( a suo modo) per lei. Tuttavia in quel mondo di raffinata dissolutezza, in cui tutto può essere sperimentato e ogni regola morale violata, l’amore sembra l’unico sentimento proibito posto che come dice la marchesa stessa esso non è reputato che il pretesto dei nostri piaceri, come se il godimento fosse causa e fine di se stesso, per cui da questo “incidente” scaturiranno tragiche conseguenze. I personaggi intorno a quelli principali, ossia la promessa sposa che deve essere sedotta, sua madre, di cui la stessa marchesa è amica, l’innamorato della promessa sposa, sciocco fino quasi alla fine, la parente anziana del visconte sono invece abbastanza sbiaditi. Si capisce che Laclos non è tanto interessato a suscitare la nostra compassione per la povera ragazza che sta per essere rovinata, che appare sciocca e insipida, tanto che a volte si rischia di concordare con la marchesa sul giudizio su di lei, ma vuole invece criticare la società amorale e incapace di amore dell’epoca, senza mai esprimere un solo giudizio, con l’espediente delle lettere. Malgrado sia un romanzo del Settecento, le lettere non mi sono risultate ostiche da capire, ma anzi molto argute, in particolare quelle della marchesa, soprattutto quando colpisce Valmont nella sua vanità per ricondurlo al suo volere. Forse lo stile epistolare può rendere faticoso seguire del tutto lo svolgimento della trama ma, come già detto, non sono i dettagli che interessano a Laclos. Lo consiglio a chi vuol fare un tuffo nella dissolutezza del Settecento ( che forse ha dei punti in comune con quella dei nostri tempi).

Recensione di Eleonora Benassi

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.