GIORNI FUTURI Gabriella Dal Lago

GIORNI FUTURI, di Gabriella Dal Lago (Mondadori – maggio 2026)

 

Delle molte strade possibili per raccontare l’amicizia femminile e il suo evolversi nel corso degli anni – il momento unico e irripetibile in cui due giovani vite si scelgono, i passi compiuti l’una accanto all’altra, le simbiosi, la complicità, le scoperte, le prove da affrontare, le strade da scegliere per incamminarsi verso il futuro – Gabriella Dal Lago sceglie quella della dispersione, intesa come il contrario dell’accumulo.

È alla luce di questa dispersione che le figure di Irene e Ottavia ci vengono presentate da adulte; amiche inseparabili dai tempi del liceo, inghiottite in un pozzo di silenzi e distanze che paiono incolmabili, separate da un muro che il tempo ha contribuito a rendere invalicabile.
«La prima bugia era siamo uguali, la seconda era tutto questo non cambierà. La terza era la devozione, la quarta la fedeltà. A essere vero, però, era l’amore: improvviso e inaspettato, travolgente».
Nei vent’anni che abbracciano il racconto, la trama della loro unione appare come sfilacciata, priva della vigorosa elasticità che aveva caratterizzato i primi anni della loro amicizia. Seguiamo alternatamente i passi dell’una e dell’altra, volgendo lo sguardo indietro, alla ricerca di quella scintilla, di quello strappo, dell’origine di quei silenzi. Braci mai spente che covano sotto la cenere, pronte a rinvigorire la fiamma di una nuova consapevolezza: la necessità di prendersi cura l’una dell’altra.
Gabriella Dal Lago
“Giorni futuri”
Einaudi editore

Recensione di Valerio Scarcia

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