La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga – Il Detective Philip Marlowe (R. Chandler)

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga – Il Detective Philip Marlowe (R. Chandler)

 

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Il Detective Philip Marlowe

Marlowe è uno dei più celebri investigatori della letteratura poliziesca e si può affermare senza timore di esagerare che ha rivoluzionato il genere e la percezione dello stesso da parte dei lettori.

Mallroy, Malverne, Carmody, Dalmas non sono suoi collaboratori ma alcuni dei nomi che Chandler diede ai detective protagonisti delle storie che scriveva per le ‘Pulp magazines’ ( riviste stampate su carta di pessima qualità) prima di trovare quello giusto che non cambiò più.

Esordendo tardivamente (quarantacinque anni suonati) Chandler scrisse praticamente solo di Marlowe con solo un paio di tentativi al di fuori del genere totalmente ignorati da pubblico e dagli editori che da lui volevano solo e sempre Marlowe.

Il ciclo completo è composto da sette romanzi, un racconto ed un romanzo incompiuto ma questo perché Chandler da un certo punto in poi vietò la ristampa in libro della trentina di racconti pubblicati sulle riviste negli anni dell’apprendistato per un motivo molto semplice: autocannibalismo letterario.

Cosa significa questo strano termine adoperato dallo stesso scrittore nelle sue lettere? Che i suoi primi quattro romanzi (‘Il Grande Sonno’, ‘Addio mia amata, ‘Finestra sul vuoto’, ‘In Fondo al lago’ spesso accusati di essere molto avvincenti ma non sempre chiarissimi nell’intreccio nascevano dalla fusione di più racconti preesistenti.

Solo con il ‘Lungo addio’ elaborò una trama totalmente nuova e molto più lineare perché quello era il suo tentativo di portare il poliziesco dagli scantinati della paraletteratura alla letteratura.

Ma adesso è il momento di dire qualcosa in più del personaggio, che era originario di Santa Rosa in California, aveva studiato all’università dell’ Oregon ma l’aveva abbandonata dopo due anni per trasferirsi nella città degli Angeli.

All’ inizio trovò lavoro come investigatore in una compagnia di assicurazioni poi fu scelto come assistente del procuratore della contea.

Si mise in proprio in circostanze mai del tutto chiarite ma che si sospetta avessero a che fare con una dimostrazione di bravura ed onestà non gradita ai superiori. Nasce così il detective che un po’ alla volta conquistò i lettori abituati ad un altro poliziesco (denominato all’ inglese) che era molto poco realistico, un passatempo per signore benestanti annoiate come lo avrebbe definito Chandler in un suo celebre articolo’ La semplice arte del delitto’ in cui spiegava cosa significasse per lui scrivere romanzi polizieschi.

Quindi invece dei dilettanti ‘tutto cervello’ che frequentavano i buoni salotti il lettore si trovò alle prese con un disimcatato frequentatore di bassifondi metropolitani, solitario difensore di umiliati e offesi, in perenne conflitto con l’ordine costituto troppo spesso colluso con il crimine. L’ambiente in cui si svolgono le sue indagini è quello dell’America degli anni Trenta/Quaranta in cui i gangsters manipolano i politici, i notabili e spesso anche alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine senza onore e dignità. Capita che a volte Marlowe venisse assoldato non per risolvere un caso ma per insabbiarlo, sospendendo le indagini quando c’è la possibilità di scontrarsi con poteri troppo forti. Fu paragonato ad una sorta di paladino di poemi o romanzi cavallereschi che non accettava il marcio della società che lo circondava, l’ uomo migliore di un mondo in cui le parole giustizia e onestà sembrano essere appunto solo parole al vento vuote di significato.

L’ impatto di Philip Marlowe fu dirompente anche sul grande schermo dove molti bravi attori lo hanno incarnato, il più famoso resta Humphrey Bogart che anche se distante fisicamente dal Marlowe della pagina scritta convinse anche Chandler che non amava affatto il cinema (anche se lavorò come sceneggiatore per molti anni) e se proprio doveva esprimere una preferenza avrebbe voluto Cary Grant. Bogart impose quelle che successivamente sono state caratteristiche indispensabili del personaggio sul grande schermo, il feltro, il trench, la sigaretta fumata nervosamente. Il mio preferito però è Robert Mitchum che sfortunatamente poté interpretarlo solo quando era un po’ troppo avanti con gli anni ma forse grazie a questi anni in più riuscì a rendere ancora di più l’idea di essere un sopravvissuto in un mondo in totale disfacimento.

In questa mio tentativo di profilo di Markwe non ho mai ancora citato quello che era il maestro riconosciuto di Chandler e l’ispiratore con i suoi scritti e personaggi del suo tentativo di rendere il poliziesco un genere letterario con una sua dignità e non un semplice passatempo di caccia al colpevole.

D. Hammett, per un periodo investigatore anche nella vita è quello a cui tutti gli esponenti del poliziesco ‘ Hard boiled ‘ dovevano qualcosa (ed anche molti esponenti del poliziesco contemporaneo) ma ne parlerò magari in un profilo tutto a lui dedicato.

Di Andrea Pinto

IL GRANDE SONNO – R. Chandler 

IL GRANDE SONNO Raymond Chandler

ADDIO MIA AMATA – R. Chandler

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Il detective Philipe Marlowe visto dal suo creatore Raymond Chandler in: ‘La semplice arte del delitto’

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