I FRATELLI RICO, di Georges Simenon (Adelphi)

Eddie Rico è un piccolo boss locale, gestisce un negozio di frutta e verdura e ha pochi contatti con il resto della famiglia, qualche lettera ogni tanto con la madre e poche notizie sui due fratelli Gino, killer di professione, e Tony, il più tranquillo. Un giorno però il nostro viene contattato dai vertici dell’organizzazione cui fa capo, perché pare che Tony si sia messo nei guai con la giustizia e che ci sia il rischio che questo confessi qualcosa alla polizia, e come se non bastsse anche Gino ha fatto perdere le sue tracce: Eddie dovrà cercare di sistemare le cose prima che l’Organizzazione faccia la sua mossa.
Questo romanzo di Simenon si è rivelato qualcosa di veramente spiazzante, molto vicino alla dimensione de “Il padrino” eppure con le caratteristiche e l’identità proprie del nostro autore. Si tratta di una storia di malavita dove però la tensione non è data da azioni dinamiche o da avvincenti conflitti ma dalle sensazioni ed emozioni del protagonista, della sua ricerca e dal perenne timore di essere sotto controllo/sotto tiro.
Un’opera che ci mostra la vita e le avventure di un piccolo Boss da un altro punto di vista, quello psicologico, non cedendo di un passo sul piano del coinvolgimento del lettore, perfetto nell’intreccio e nel finale ancora una volta ben architettato. Un Simenon veramente peculiare che si diverte ancora una volta a prendere un cliché narrativo come quello della famiglia malavitosa costruendoci sopra una storia dove a tratti sembra prevalere come sentimento l’empatia verso i tre personaggi principali e verso la loro sorte.
Recensione di Enrico Spinelli


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