BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA Ocean Vuong

BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA Ocean Vuong

BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA, di Ocean Vuong

 

In forma di lettera mai spedita alla madre, Little Dog racconta la sua vita di bambino immigrato dal Vietnam negli Stati Uniti. Con la nonna che, finalmente libera, si è scelta il nome di un fiore e la mamma a cui la guerra ha provocato una grave forma di stress post traumatico, Little Dog cresce tra violenza, miseria e amore. Queste esperienze diventano poesia; con la poesia Little Dog racconta il desiderio di essere se stesso, malgrado la mamma gli raccomandi di non farsi notare: “già sei vietnamita”.

“Venivo visto, io che raramente venivo visto da qualcuno. Io a cui qualcuno, tu, aveva insegnato di restare invisibile per restare al sicuro e che alle scuole elementari era stato messo in castigo nell’angolo per quindici minuti solo per essere recuperato due ore più tardi, quando se ne erano andati tutti e la maestra Harding, che stava pranzando seduta davanti alla scrivania, aveva sporto lo sguardo oltre il piatto di pasta fredda e aveva trattenuto il fiato. “Oh mio Dio! O mio Dio, mi ero dimenticata che fossi ancora qui! Che ci fai ancora qui dentro?”
Ma se essendo invisibili ci si sente al sicuro, si rischia di esserlo anche per la vita, e di perdere ancora una volta quella guerra insensata da cui si è scappati.
“Per essere bellissimi e risplendere su questa terra, prima qualcuno deve vederci, ma essere visti significa essere prede.”
Trovare il coraggio di farsi vedere per quello che si è (la timidezza, la pelle gialla, l’omosessualità) vuol dire crescere e riuscire a dare un senso anche a quella assurda guerra.
“Sì, c’era una guerra. Sì, noi eravamo partiti dal suo epicentro. In quella guerra, una donna si era regalata un nuovo nome, Lan, e in quel nome si era fatta una creatura bellissima, poi aveva trasformato quella bellezza in qualcosa che valeva la pena trattenere. Da quella bellezza era nata una figlia, e da quella figlia, un bambino. Per anni non ho fatto che dire a me stesso che siamo nati dalla guerra, ma mi sono sbagliato, Ma’. Siamo nati dalla bellezza.”

Un libro poetico, accorato, triste; una scrittura bellissima, elegante, stupendamente tradotta. Malgrado mi sia piaciuto molto, non mi sento di consigliarlo perché è davvero poco lineare e questo non sempre è apprezzato.

Ma se vi piacciono i libri con andamento “musicale”, da cui farsi trasportare, allora non ve lo perdete.

Recensione di Elena Gerla

BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA, di Ocean Vuong

 

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