LA PIÙ GRANDE Davide Morosinotto

LA PIÙ GRANDE, di Davide Morosinotto (Rizzoli – novembre 2020)

 

 

Uno splendido romanzo per ragazzi. Bellissimo.

Credo possa diventare un classico di questo genere.

Dello stesso autore avevo già letto “Il rinomato catalogo Walker e Down” che mi aveva attratto per il titolo ed entusiasmato nella prima parte. Poi l’entusiasmo si era un po’ affievolito con il procedere della lettura.

Avevo timore potesse succedere la stessa cosa con “La più grande”. E in effetti a un certo punto, dopo un paio di centinaia di pagine, il timore si stava concretizzando.

Ma si è trattato di un momento. Una sorta di pausa, necessaria peraltro in un romanzo tanto lungo e articolato.

Già, perché la prima caratteristica che salta all’occhio è che si tratta di un romanzo mooolto lungo. Stiamo parlando di 515 pagine, ben al di là degli standard consolidati in epoca contemporanea nella narrativa per ragazzi.

 

 

Ma davvero, queste 500 e più pagine si leggono in un batter d’occhio.

L’azione è sfrenata, incalzante.

Non si parla certo dei massimi sistemi. Non aspettatevi di leggere Franzen o Dostojevski o Saramago. No.

Ma del resto non è questa l’intenzione dell’autore o del lettore che decide di leggere un romanzo del genere.

Si parla comunque di valori importanti, tra tutti la libertà.

Si parla di una ragazza, Yu, nella Cina dell’Ottocento, che vediamo crescere da quando è bambina per accompagnarci fino alla soglia dei 50 anni.

Si parla di arti marziali, nella più classica tradizione cinese dell’intrattenimento.

È un romanzo alla cui base c’è una ricerca storica immane. Molto accurato per quanto riguarda ambientazioni, scenografie, costumi, pietanze, nomi.

Ma non è un romanzo storico. Ho letto qualcuno che ha storto il naso, perché si aspettava per l’appunto un romanzo storico. No.

È soprattutto un romanzo di avventura. Ed è un romanzo del genere “fantastico”. Accadono tante cose, molte delle quali sono incredibili. In romanzi del genere il patto con il lettore deve essere chiaro sin dall’inizio, perché grande è la sospensione dell’incredulità richiesta.

 

 

Ma ritengo che da questo punto di vista l’autore sia stato onesto e trasparente.

Ci sono guerrieri che volano e che vanno negli abissi marini. Pirati che spezzano catene e donne che riescono a tenere testa a eserciti di uomini. Arti marziali tanto coreografiche nei nomi quanto spettacolari nella loro esecuzione.

C’è tutto questo e di più. Ma io ho accettato tutto senza alcun problema, beandomi semplicemente di quello che leggevo e delle peripezie della protagonista.

Lo ribadisco: a mio parere è un grande romanzo.

Credo che sia adatto ai ragazzi con età superiore ai 12 anni. (Ah, se solo nelle scuole si facessero leggere romanzi di questo tipo, piuttosto che iniziare i ragazzi alla lettura con i soliti polpettoni…)

Ma io che ne ho superati 45 l’ho trovato meraviglioso.

Recensione di Attilio Facchini 
LA PIÙ GRANDE Davide Morosinotto

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