ONESTO Francesco Vidotto

ONESTO, di Francesco Vidotto (Bompiani – febbraio 2025)

Quanti nuovi autori ho scoperto in questa seconda parte dell’anno! E che belle scoperte! Scaricato con prime reading, questo libro di Francesco Vidotto è stato veramente una piacevole sorpresa, che va ad aggiungersi a quella di Valeria Tron e Paolo Malaguti, per citare solo le ultime letture. Raccontato in prima persona dall’autore, ci fa conoscere una storia molto poetica ambientata sulle Dolomiti, nella valle di Cadore, dove il nostro Francesco si trova a conoscere un uomo vecchio, un po’ sciancato e decisamente scontroso, a cui offre riparo da una specie di tempesta di vento nella sua casa.

L’uomo si chiama Guido Contrin, soprannominato Cognac, e vive da solo in un casello ferroviario dismesso assieme ad una gatta di nome Moglie; alla vista di una fotografia di una bella ragazza – che Francesco ha trovato vicino ad alcune rocce durante un’arrampicata sul Monte Antelao – Guido dice di conoscerla e che si tratta di Celeste, la moglie di Santo e la cognata di Onesto. E così Guido comincia a raccontare la loro storia in vari incontri con Francesco, a cui mostrerà tutta una serie di lettere scritte da Onesto ed indirizzate alle montagne della zona: al Picco Roda, al Rite, all’Antelao, agli Spalti di Toro e così via. Missive che sono tornate indietro perché chiaramente il postino non sapeva bene cosa farne! E’ così che anche noi veniamo a conoscenza della storia dei due fratelli, di Onesto che, rapito quando ancora era in fasce, viene ad un certo punto restituito alla madre e scopre di avere anche un fratello gemello a cui sarà legato per tutta la vita, anche quando Santo si innamorerà di Celeste ed Onesto, che pure la ama, non vorrà mettersi in competizione con lui.

Una storia malinconica, di amore, di amicizia, ma che racconta anche la vita dura delle montagne, al limite della miseria, con continue privazioni e compromessi, così come trovano spazio le atrocità della guerra; soprattutto, in fondo in fondo, il libro ci parla di libertà, di una libertà veramente coraggiosa: “in molti credono che per scalare ci voglia forza, invece è proprio il contrario. Scalare, come vivere, non è questione di tenere, è questione di lasciar andare. Ogni cosa. La paura, l’incertezza, i problemi, le soluzioni, il passato, il futuro, le prese, gli appigli. Tutto quanto. Lasciare andare in un movimento continuo che avvicina al cielo”. E ci parla della natura, con le sue montagne silenziose e piene di un fascino irresistibile, che compaiono anche sulla copertina: “ Le montagne quassù sono compagne di vita silenziose. Scolpiscono il cielo con il loro profilo tagliente e vincono il tempo. Ti ricordano che ci sono cose che non passano e allora le guardi e ti senti rinfrancato”. Un bellissimo libro assolutamente da leggere!

Recensione di Ale Fortebraccio

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