IL MAGO DI LUBLINO, di Isaac B. Singer (Adelphi)

In una animata, vivace Polonia di fine ‘800 Yasha è un illusionista, funambulo, prestigiatore, libertino, ebreo scettico non osservante, ma sempre in pensosa e riflessiva ricerca religiosa.
Assistiamo alla parabola discendente del miscredente, preso dalle sue egoistiche passioni ed eccessi.
Ha una moglie devota che sa e tollera tutte le sue infedeltà, si deve districare infatti tra quattro-cinque relazioni contemporanee: Ester, la moglie, Magda, l’aiutante, Emilia la vedova che vorrebbe sposarlo e quindi convertirlo al cristianesimo e poi Zeflel e…
Si ingarbuglia da solo, oberato com’ è da debiti e ristrettezze economiche e s’infila in situazioni pericolose e dannose soprattutto per gli altri/altre.
Non smette Yasha di riflettere e interrogarsi sul senso della vita, sull’esistenza della divinità, sul senso di colpa per le tante iniquità commesse.
Alla fine un colpo d’ala: intraprenderà una drastica via di espiazione.
Che piacevole lettura!
Recensione di Laura Basso
Recensione di Laura Basso


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