I CONVITATI DI PIETRA, di Michele Mari (Einaudi – novembre 2025)

Cena della maturità della IIA, trenta compagni di classe decidono di fare un gioco: ogni anno i ragazzi verseranno una somma fissa su un conto comune e si ritroveranno a cena in quella stessa sera, e il gioco andrà avanti finché il montepremi non andrà ai 3 che saranno rimasti in vita… Quello che inizialmente sembra un gioco per ragazzi ingenui con il passare degli anni e il sopraggiungere dei primi acciacchi diventa qualcosa di molto pericoloso: lo spirito di competizione comincia a farsi sempre più forte e a scavalcare goliardia e amicizie e crescono da una parte i timori e il desiderio di ridurre il numero dei giocatori…a ogni costo.
Michele Mari con la sua consueta prosa aulica ci presenta un’opera con i tratti della commedia nera, con la quale rilegge i canoni delle amicizie liceali e ne smaschera le contraddizioni e le ipocrisie, in un gioco spietato che tiene incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina, senza capitoli né interruzioni, in un flusso narrativo pieno di tensione e di momenti al limite del grottesco.
Un ritratto duro, violento eppure coinvolgente di una società dove i migliori sentimenti vengono affossati dalla competizione e dall’ambizione, un gioco al massacro che a momenti mi ha ricordato “La lunga marcia” di Stephen King. Una lettura agile e allo stesso tempo dura e difficile da digerire, un’opera di fantasia carica di drammatica verità.
Recensione di Enrico Spinelli


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