AGNES GREY Anne Brontë

AGNES GREY

AGNES GREY, di Anne Brontë

Chi ha sempre pensato che di sorelle Brontë ne esistessero solo due, sarà costretto a ricredersi.

Generazioni di lettori e lettrici si sono appassionati ai romanzi di Charlotte ed Emily Brontë. Ma in pochi ricordano che anche la minore delle sorelle è stata una grande scrittrice.

Per quanto giovane Anne Brontë fosse quando lo scrisse, “Agnes Grey” non ha nulla da invidiare ad uno Jane Eyre o a un Villette. Anzi, molti passi ne ricordano le atmosfere oltre che il linguaggio. Non mi azzardo a dire che possa essere messo accanto ad un capolavoro come Cime tempestose. Non perché non abbia lo stesso valore, ma perché le note gotiche che circondano Heathcliff e la sua Catherine sono un universo a parte.

Inutile dire che, per chi ama i classici alla Jane Austen, questo è il romanzo adatto.

La giovane protagonista, Agnes Grey, figlia di un ecclesiastico in ristrettezze economiche, decide di prendere le redini della sua vita e dare una mano alla sua famiglia. Nonostante la madre e la sorella cerchino di dissuaderla in tutti i modi, Agnes ha intenzione di crescere a farsi da sola, dopo una fanciullezza trascorsa nella bolla dolce della protezione familiare. Dopo una breve esperienza in una casa borghese, che la fa scontrare con la dura realtà della scarsa educazione dei suoi pupilli, parte alla volta di una nuova esperienza. Approda così dai Murray, ricchi quanto snob rappresentanti della middle class. Qui, Agnes è convinta di poter fare una nuova vita, ma la poca considerazione che i suoi ospiti le riservano, e i vizi di cui si fanno interpreti i suoi alunni, le ricordano che i compiti di una istitutrice sono duri. Tuttavia, la nostra eroina ha modo di conoscere l’amore, i palpiti della passione e della gelosia.

Ricordare che si tratti di un romanzo vittoriano non è un’ovvietà. Perché, accade in questo romanzo (come anche in quelli coevi delle sorelle), Anne Brontë non mette mai in luce sentimenti troppo vibranti. Piuttosto, tutto è vissuto con estrema calma ma intensa partecipazione. L’impressione che se ne ha, è quella di rileggere Villette di Charlotte Brontë. E per inciso, se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di fiondarvi su questo romanzo.

Ciò che più colpisce, in Agnes Grey, è lo spirito deciso della sua protagonista. Sempre fedele a se stessa, Agnes rifiuta di piegarsi ai dettami di una società che la vorrebbe sottomessa ai suoi “padroni”. Piuttosto, preferisce tacere quando viene offesa, a dimostrazione che la più grande arma di fronte alla vanità dei ricchi è la totale indifferenza. Forse per questo Agnes trova consolazione nei meandri della sua camera, dove il suo cuore e la sua anima sono liberi di manifestarsi, e dove lunghi pianti consolatori la fanno sentire di nuovo padrona di sé.

La contrapposizione tra l’altezza di spirito di Agnes e il finto virtuosismo delle sue padrone, dimostrano che non è la ricchezza a fare grande un’anima. Anzi, proprio la mancanza di polso della prima datrice di lavoro (la signora Bloomfield) e la totale sconsideratezza della seconda (la signora Murray), non fanno che mettere in risalto l’elevatezza di spirito di questa giovane istitutrice.

Agnes Grey è un romanzo a tutto tondo, vittoriano nella scrittura ma contemporaneo negli afflati narrativi. Chiunque di noi si sia scontrato con una società ostile può ritrovarsi nelle vicissitudini di Agnes.

Per questo, mi sento di consigliare la lettura di questo breve ma intenso romanzo. Se avete amato Jane Eyre, non potete lasciarvi scappare questa perla.

Recensione di Alessandra Basile

AGNES GREY Anne Brontë
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