CONSIDERA L’ARAGOSTA David Foster Wallace

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CONSIDERA L’ARAGOSTA, di David Foster Wallace

 

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Recensione 1

“Wallace ha semplicemente il genere di cervello che viene voglia di frequentare. Fidatevi”

Zadie Smith

Chi mi conosce lo sa…sa del mio amore immenso per questo scrittore.

Sa che ciclicamente devo “tornare a casa” da lui.

Non saprei come definire questo libro, un insieme di saggi, articoli, reportage, pensieri e riflessioni di questo che è stato indubbiamente uno tra gli scrittori più originali degli Stati Uniti degli ultimi decenni, folle e coraggioso e per me assolutamente ipnotico.

Considera l’aragosta è una porta sull’America contemporanea.

David apre la raccolta con un’attenta analisi dell’industria del porno in America, racconta minuziosamente il più grande show che la vede protagonista, una sorta di notte degli Oscar a luci rosse.

Una profusione di seni, cosce, deretani perfettamente mixati con botox, silicone, lustrini e paillettes.

 

 

Ha cercato di essere serio e oggettivo…ha sviscerato percentuali, sondaggi, numeri ma niente…non si può non leggere tra le righe la sua ironia tagliente, e il suo umorismo grottesco. E quindi ho riso, di gusto e disgusto. Titolo del pezzo “Il figlio grosso e rosso”. David sei un grande!

Il resto della raccolta vede protagonista un saggio originalissimo sulla lingua inglese (difficile da seguire per chi non è madrelingua,) David che recensisce un dizionario appena pubblicato, questo è l’escamotage per disquisire di linguistica.

E poi l’11 settembre, John Updike, la macchina organizzativa e mediatica che sta dietro alle elezioni presidenziali (uno tra i più belli secondo me), un reportage sulla fiera più importante del Maine, protagoniste le aragoste in tutte le loro varianti culinarie (questo diventa il motivo per parlare di questioni morali sull’omicidio di massa di esseri inermi).

Questo è lui, il suo sguardo attento e il suo punto di vista insolito verso le questioni più disparate.

I due che più ho amato sono quelli a tema letterario, un saggio su Franz Kafka e uno su Fedor Dostoevskij, due degli scrittori che più amo.

Qui cambia totalmente il registro.

 

 

Qui c’è il David che preferisco, quello più sensibile, più empatico, più emotivo e più coinvolgente.

Non vado oltre la descrizione e l’analisi del libro, non saprei sinceramente come far arrivare la potenza della sua scrittura e delle sue analisi. Non si può spiegare David Foster Wallace, bisogna farne esperienza.

Leggerlo è fare un’esperienza letteraria a 360°.

E’ lucido e visionario insieme, i suoi scritti sono un mix di domande ossessionanti, note che prevalgono sul testo, citazioni erudite e infiniti spunti di riflessione.

David è complesso, e sa di esserlo, ma è anche divertente, originale, onesto e strafottente senza essere bullo, una miscela esplosiva e credo unica.

David invita al pensiero critico, alla riflessione senza mettere a disagio chi lo legge.

Quello che più ammiro in lui è la sua insaziabile curiosità, il continuo bisogno di interrogarsi su tutto.

David ci invita a viaggi fantastici “dove sono i dubbi, non le certezze, la specie in via d’estinzione che siamo chiamati a proteggere”

Buona lettura!

Recensione di Cristina Costa

 

 

Recensione 2

Che vi devo dire, io (con ritardo imperdonabile) a questo autore comincio a voler proprio bene.

Molti dicono sia autoreferenziale, inutilmente prolisso, grottesco e inconcludente. Una volta ho letto un’accurata recensione (non qui) dove veniva definito “l’ennesimo autore per uomini”…qualsiasi cosa significasse. Suonava losco, comunque.
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No, David non è “l’ennesimo autore per uomini”. Più lo leggo e più mi pare un bravo ragazzone americano, dotato di sani valori e sensibilità. Un ragazzone indubbiamente eccentrico, vero, mai però egoista (non si dimentica del lettore) e men che meno fallocentrico, per l’amor del cielo!

In questo testo abbiamo una raccolta di saggi brillanti, in pieno stile Wallaciano: ironia, senso dell’umorismo e del tragico amalgamati insieme, acume, semplicità e iperrealismo. So che sembrano concetti che si escludono a vicenda, ma trovo che l’autore riesca a fonderli in un’unica gustosa ricetta, in cui non sai dove finisce un ingrediente e comincia l’altro.

Ho apprezzato moltissimo il brano sugli Adult Video News Award, perché trovo che senza falsi pudori e moralismi, David riesca a mettere in luce gli aspetti sinistri (specialmente per il ruolo femminile) di questa industria. Ero felice che qualcuno sapesse dire nella maniera giusta che lo sdoganare tutto, ma proprio tutto, non è forse la scelta migliore per le generazioni future.

Il saggio sulle Torri Gemelle viste da casa, wow.

Come quello sulla campagna elettorale di John McCain.

La recensione dell’autobiografia dell’ex tennista Tracy Austin è bellissima, anche se alcuni concetti mi erano già familiari (avendo letto “Il tennis come esperienza religiosa”).

Il brano sulle aragoste.

Merita tutto, è inutile. C’è una caratteristica che vedo sempre più chiaramente in questo autore, e che mi piace da impazzire: l’onestà.

Una grande trasparenza nell’esprimere le proprie idee ed emozioni, non importa quanto la composizione sia articolata (per non dire arzigogolata). Il messaggio sotto è sempre puro, personale, limpido.

E’ raro, sapete. E va tenuto in gran considerazione.

Recensione di Nicoletta Tamanini
CONSIDERA L’ARAGOSTA David Foster Wallace

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

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