IL COLIBRÌ Sandro Veronesi

IL COLIBRÌ, di Sandro Veronesi

Ritratto di una famiglia borghese tra Roma e Firenze. Dagli anni settanta ad oggi e ancora più in un ipotetico futuro.

Vacanze in riviera nella villa di famiglia, innamoramenti,amori falliti,amori impossibili,partite a tennis,psicanalisi a gogò, malattie terminali, divorzi, pranzi di famiglia, crisi familiari, tragedie devastanti, litigi segreti  etc.

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Il colibrì è un uccellino che riesce a stare fermo battendo le ali per settanta volte al minuto. Marco Carrera, il protagonista, è il colibrì. Lui è l’unico della famiglia a restare aggrappato ad uno scoglio mentre intorno infuria la tempesta.Tutto intorno cambia ma lui ha la capacità di affrontare gli eventi,a volte catastrofici, a viso aperto rimanendo fedele al suo mondo travagliato.

E’ una saga familiare che abbiamo letto tante volte con qualche escamotage per renderla più originale come l’impostazione spazio-temporale (non nuova anche questa) e la commistione tra e-mail e romanzo.

Accantonando il contenuto, bisogna dire che il romanzo è scritto benissimo, con un evidente padronanza della materia e Veronesi è bravo. E’ uno che sa raccontare molto bene. Poi vi è l’idea dell’avvento dell’Uomo Nuovo, colui che deve spezzare le catene di una società ormai decadente (ricorda Nietzsche no?) per crearne una nuova attraverso la ricostruzione di nuovi valori.

Questo compito l’autore lo affida alle nuove generazioni, alla nipote-manga Miraijin che diffonderà il Verbo attraverso un suo canale su Youtube. Anche qui mi sembra un’idea abbastanza pretenziosa e fuori luogo e l’autore mi sembra vada in confusione mettendo tanta carne al fuoco senza saperla arrostire.

Cosa mi rimane di questa lettura ? Mi rimane il ricordo del protagonista,un uomo a cui viene rimproverato di non amare i cambiamenti, di essere ancorato ai vecchi valori e questo scambio epistolare di battute con Luisa, l’unico vero amore della sua vita: 

“Nessuno come te sa essere così strenuo nel perseverare, ma anche nessuno come te sa sottrarsi al cambiamento, proprio come il verbo insidioso di cui parlano i due linguisti: rimani saldo, continui a oltranza, ma anche, fatalmente, ti sottrai alle leggi e alle decisioni degli altri.”

E lui : “Così, non c’è niente da fare, alla fine chi si muove è coraggioso e chi resta fermo è pavido, chi cambia è illuminato e chi non cambia è un ottuso. È ciò che ha deciso il nostro tempo. Per questo mi fa piacere che tu ti sia accorta (se ho capito bene la tua lettera) che ci vogliono coraggio ed energia anche per restare fermi.

Penso a te. Quanti traslochi hai fatto? Quanti lavori hai cambiato? Quanti amori, mariti, compagni, figli, aborti, case in campagna, case al mare, abitudini, fittonate, dolori, piaceri si sono avvicendati nella tua vita? Solo fermandosi a quel che so io, Luisa, che ovviamente non è che una parte, si parla di numeri assurdi. Quanta energia hai speso per tutto ciò? Tantissima. E ti ritrovi a cinquantadue anni a scrivere a me che sono – sì – più o meno rimasto fermo.”

 

E’ un romanzo che contiene tutti gli ingredienti giusti per piacere e farsi leggere,confezionato bene e adatto per entrare nelle classifiche dei libri più venduti.

“Per me resta una storia di famiglia molto salottiera, scritta bene e accattivante al punto giusto.” Cit.

Recensione di Cosimo Aprile

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