Ecco spiegato il successo della Perrin! – TRE Valérie Perrin

Tre V Perrin

Ecco spiegato il successo della Perrin! – TRE Valérie Perrin

 

I romanzi della Perrin mi piacciono. Ecco perché ho comprato subito l’ultimo.

E mi piacciono nonostante io non segua sempre le mode del momento e nonostante non scelga mai i libri in base alle classifiche o alla pubblicità.

Sono sicura che, come quelli precedenti, anche Tre, sarà letto da tante persone e recensito, qui nel gruppo , mille e mille volte, fino alla noia.

Semplicemente perché è bello.

È una storia. La storia di tre amici.

La Perrin racconta, e in questo sta il suo talento, la sua forza.

Racconta di Nina, di Adrien e di Etienne, saltando, in continuazione, dall’infanzia all’età adulta, con una tale fluidità, che alla fine ti domandi come sia stato possibile non perdersi.

In realtà c’è come “una corda” per tutto il romanzo, che ti permette di andare avanti senza smarrirti tra i flashback, le sorprese, i retroscena, ed è la curiosità di capire , di vedere , di sapere.

In tutti i suoi romanzi, pur non essendo dei thriller, c’è sempre qualcosa da scoprire.

La sua capacità è quella di rendere speciali le storie ordinarie, unici e misteriosi i suoi personaggi.

E ti ritrovi ad aspettare di conoscerli meglio, girando pagina dopo pagina, desiderando di capire qualche cosa di più di ciascuno di loro, quando in realtà, loro sono stati sempre intorno a te.

È che noi non sappiamo raccontarci come fa la Perrin.

Recensione di Benedetta Giannoni
TRE Valérie Perrin

3 Commenti

  1. Ho molto amato il secondo libro di Valerie Perrin “Cambiare l’acqua ai fiori”. Ho iniziato da poco la lettura di Tre: sono a pag.91…forse è troppo presto per apprezzare questo nuovo romanzo o sono io incapace di intravederne la bellezza?

  2. La trama ruota attorno al solito triangolo, anche se aperto all’esterno. La narrazione è fitta di storie, molte appena abbozzate, per cui i personaggi sono più che altro comparse. “Cambiare l’acqua ai fiori” mi sembra più originale e sentito, vero è che riempire più di seicento pagine non è così facile, resta il fatto che non è obbligatorio.

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