TEMPESTA D’AMORE: CIME TEMPESTOSE Emily Brontë

TEMPESTA D’AMORE: CIME TEMPESTOSE, di Emily Brontë

La prima volta che sentii nominare CIME TEMPESTOSE fu in lingua originale. Il titolo, Wuthering Heights, era quello di una famosa canzone di musica leggera del 1978, la cui autrice-interprete era una giovane Kate Bush, che già dall’ ”alto” dei suoi 19 anni era stata capace di comporre musica e parole di un tale singolarissimo brano.

Ricordo ancora il servizio, su un famoso settimanale dello spettacolo, in cui si recensiva il suo disco e si descriveva la giovanissima cantautrice, che aveva avuto l’ardire di scrivere una canzone su un libro tanto famoso! E con quale dignità l’aveva saputo rappresentare nelle poche righe di una “canzonetta” cantata con una vocina inconfondibile: in quelle poche righe era mirabilmente racchiuso tutto l’amore dei due stolti protagonisti, Heathcliff e Cathy, ma anche le lande solitarie della brughiera inglese dello Yorkshire, terra natia dell’autrice del romanzo, Emily Bronte, nelle cui vene scorreva, a dire il vero, per metà anche sangue irlandese, per parte di padre. Un bel miscuglio a pensarci bene, che ha dato un risultato talmente sorprendente, da lasciare attoniti tutti i posteri.

 

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Della brava cantante Kate Bush, recentemente non si sa molto, non essendo più attiva come un tempo. Un fatto è certo: non si dimenticherà mai la sua chioma da africana, su una pelle bianchissima e due occhi grigi, né la sua vocetta, che tanto m’ispirò a riprendere la sua canzone (e vincere anche un concorso canoro), oltre ad incuriosirmi su un fosco romanzo ottocentesco di cui, fino ad allora, non avevo ancora sentito parlare: Wuthering Heights, CIME TEMPESTOSE.

Anni dopo, in terza media, per caso capitò nella mia classe una nuova ragazza, Giovanna, proveniente da un’altra città, il cui padre aveva una bella e fornitissima biblioteca, che saccheggiai ampiamente, divorando tutto ciò che ne proveniva, proprio come accadde con CIME TEMPESTOSE!

CIME TEMPESTOSE è l’unica opera in prosa lasciataci da Emily Brontë. Nonostante sia materia apparentemente “scarsa”, è stata sufficiente a conferirle un posto di rilievo nella letteratura mondiale, ma soprattutto nella fosca letteratura (romantica) inglese dell’ 800.

 

 

Perché fosca? Perché quello della Brontë è un romanzo selvaggio, strano, unico nel suo genere; si potrebbe definire perfino grottesco, termine che non stona con l’insolita trama e il complicato andazzo della vicenda così com’è descritta.

A buona ragione la critica lo tacciò di immoralità, mentre la buona società inglese lo accolse con fredda perplessità. Così come si parlò poco dell’autrice, adombrata dalla più famosa sorella Charlotte, autrice di “Jane Eyre”.

Nonostante ciò, anche per Emily, nel suo piccolo, ci fu un pubblico di sostenitori: a cominciare dal poeta Algernoon Swinburne, in Inghilterra, fino a Daudet in Francia. Per fortuna la critica, in seguito, ha aperto gli occhi e si è resa conto del capolavoro di fronte a cui si trovava, rivalutando pienamente il romanzo, proprio come viene oggi considerato: un vero e proprio capolavoro, pezzo indispensabile della letteratura romantica mondiale.

 

 

Da CIME TEMPESTOSE sono state tratte tantissime versioni, quali riduzioni teatrali, cinematografiche e televisive che diedero ampia notorietà al romanzo, permettendogli di farsi conoscere anche al grande pubblico Tutte queste versioni resero immortale il protagonista: Heathcliff. Io ricordo di aver visto tre riduzioni: quella cinematografica, romantica, ma non completa, né fedele alla reale trama del libro, e quella televisiva, prodotta dalla Rai qualche anno fa, che fu molto bella, ma anch’essa tagliata in diversi punti.

La migliore versione vista finora per fedeltà alla trama e per la ri-creazione della medesima atmosfera fosca e cupa regnante lungo tutta l’opera, è stata quella in bianco e nero degli anni ’60, prodotta sempre dalla Rai, con mezzi che non sono certo quelli odierni, ma talmente ben fatta da invogliare subito alla lettura!

CENNI DI TRAMA

È lo svolgersi parallelo della vita di due famiglie vicine di casa, della piccola nobiltà terriera inglese. Ci sono gli Earnshaw, papà, mamma e due figli, un maschio di nome Hindley e una femmina, Catherine, detta Cathy. Vivono tutti e quattro in una bellissima vecchia casa colonica detta “La Tempestosa”.

E poi ci sono i Linton, famiglia più colta e raffinata degli Earnshow, anch’essi in quattro: papà, mamma, un figlio maschio, Edgar, e una femmina, Isabella. I Linton vivono nella valle, esattamente a Thrushcross Grange.

Siamo nel 1771. Una sera papà Hareton Earnshow, reduce da un viaggio a Liverpool, porta a casa un ragazzino magro e sparuto, con gli abiti sbrindellati, incapace di parlare e di esprimere il suo disagio. È Heathcliff. Gli sarà dato questo nome in ricordo di un figlio della coppia morto da piccolo. Il suo cognome però non sarà Earnshow, ma resterà sempre Heathcliff.

Heathcliff ha la pelle olivastra, gli occhi e capelli scuri. È diverso dalla delicata e bianca pelle britannica, sembra quasi uno zingarello colto per strada dalla pietà di Mr Earnshow. È evidente che non si tratta di un individuo nativo, ma proveniente da altre zone geografiche.

 

 

Heathcliff verrà allevato come un figlio dai coniugi Earnshow, ma Hindley lo considera un usurpatore dell’affetto dei suoi familiari. Lo odia. Per lui non è altro che uno zingaro, un vagabondo.

Diversa è, invece, la faccenda con Catherine. Lei, vivace e incapace di stare ferma, è quella che si definirebbe oggi, un maschiaccio. S’intende perfettamente con Heathcliff, al punto da innamorarsene perdutamente, ricambiata da quest’ultimo. Essi sono simili: due creature nate l’una per l’altra, indivisibili. Sono compagni di scorribande per i campi, complici di piccoli e innocenti scherzi ai danni altrui, ma dentro cui vibrano due anime appassionate e innamorate l’una dell’altra…

ATTENZIONE! PROBABILI SPOILERS!

CIME TEMPESTOSE o Whuthering Heights, com’è il titolo originale, è un romanzo composto da 34 capitoli e narrato come un flashback dalla voce della vecchia, fidata governante, Nelly Dean, all’affittuario di Thrushcross Grange, Mr Lockwood, il quale un giorno, recatosi a la Tempestosa, resta bloccato dal maltempo ed è costretto a pernottare nella tenuta dove vivono ancora Heathcliff , gli altri singolari personaggi del romanzo e un’entità ormai appartenente all’aldilà.

La presenza del soprannaturale è, infatti, uno degli elementi che hanno fatto rientrare CIME TEMPESTOSE nella categoria dei romanzi cosiddetti gotici, tipici dell’Ottocento romantico, caratterizzata dal gusto dell’orrido e del tenebroso.

In questo libro ciò che colpisce sono le passioni intense che animano i protagonisti: amore, odio, furia e vendetta.

Heathcliff ha qualcosa di demoniaco nel suo terribile proposito di portare avanti a tutti i costi quel piano spietato di vendetta.

 

 

I PAESAGGI DEL ROMANZO

Emily Brontë, che amava visceralmente i luoghi dove visse, li inserì nel romanzo descrivendoli in modo magistrale: le desolate brughiere, che circondano la Tempestosa, sono presentate come luoghi selvaggi sovrastati da un cielo, eccezionalmente blu, ravvivato però dal brillare delle stelle.

Prima di concludere, posso affermare che la prima volta che lessi CIME TEMPESTOSE, in terza media, non mi piacque molto, anche se ero già in grado di apprezzare l’insolito modo di scrivere dell’autrice. Letto però da adulta, fa un effetto completamente diverso: resta sì sempre fosco, come lo ricordavo, ma, all’ombra del tempo trascorso, assume tutto un altro aspetto. Si riesce, per prima cosa, ad apprezzare meglio il gusto dell’orrido, ma, contemporaneamente, si assapora e si “vive” meglio il messaggio di speranza e di pace future, che l’autrice voleva trasmettere nel lieto fine.

Le copie in mio possesso sono, rispettivamente, della Fabbri, di tanti anni fa, e il tris di romanzi delle sorelle Brontë della Newton Compton. L’edizione che utilizzai, quando scrissi questa recensione, è la prima delle due, che ho nella libreria in casa dei miei. Per tale motivo, la foto allegata non corrisponde a quel volume. Appena possibile, se riuscirò a trovarla, la sostituirò con quella giusta.

Recensione di Lena Merlina

 

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