MADAME BA Erik Orsenna

MADAME BA

MADAME BA, di Erik Orsenna

Ci sono dei personaggi che fanno storia. E con il tempo diventano emblematici di quella cultura, di quel periodo, di quel popolo che rappresentano. Figure letterarie che si innalzano nell’immaginario collettivo e che diventano parte dei nostri riferimenti individuali. Così Madame Ba. Madame Ba è il Mali. Madame Ba come Madame Bovary c’est moi. In questo incredibile libro il lettore si fa viaggiatore, esploratore di terre antiche, africane, all’origine del mondo. Tutto questo attraverso la storia rocambolesca di madame Ba, della sua famiglia, dei suoi antenati. Attraverso uno stratagemma a dir poco insolito.

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La trama ci dice che Madame Ba ha bisogno del visto per entrare in territorio francese, dove suo nipote è sparito inseguendo il sogno del pallone e rimanendo impigliato nelle reti di traffici a dir poco illeciti nelle rotte dell’immigrazione dove si commercia di tutto, dalla droga ai sogni. Per ottenere questo visto, ci sono formulari infiniti da riempire. La burocrazia, per quanto in Francia sia considerata efficace ed efficiente, viene qui usata per marcare il contrasto fra la cultura europea e quella africana. Fra l’uomo bianco e la donna nera. Fra le massime autorità, rappresentate qui dal Presidente della Repubblica francese e la vita semplice e nuda di una donna africana che si identifica con la sua terra, gli uccelli, le stagioni, le intemperie, la siccità e le inondazioni.

Dietro alla scrittura si scopre un uomo di grande cultura e spessore: lo scrittore Erik Orsenna. Il suo vero nome è Éric Arnoult; membro dell’Académie française, economo, filosofo, politologo, nel 1981 diventa consigliere del ministro della cooperazione, Jean-Pierre Cot, e successivamente consigliere culturale di François Mitterrand. Le sue cariche non delimitano la sfera di interessi e conoscenze che si espande ben oltre il suo impegno professionale: ha ottenuto numerosi riconoscimenti letterari, come il Prix Goncourt nel 1988. Per la stesura di “Madame Ba”, l’esperienza africana si è avvalsa di numerose letture e lunghe documentazioni.

Lo stesso Orsenna confessa di aver percepito come ‘ingombrante’ la sua eroina, la cui identità ha invaso la sua quotidianità e i suoi spazi più intimi. Un viaggio che affascina per la capacità linguistica, emotiva, cognitiva e sensoriale che l’autore trasmette al lettore. Scolpita con la forza delle sue doti, Madame Ba fuoriesce dalle pagine e nella sua colossale statura diventa aria, fuoco, vento, donna, figlia, madre e nonna. Sentiamo il suo respiro, la sua voce, il suo pensiero. Diventa la nostra mamma, sorella, figlia. La amiamo e facciamo posto alla sua invadenza, facciamo nostra la sua esistenza. Già nell’incipit, il lettore viene travolto dalla magniloquenza di Madame Ba: «Signor Presidente della Repubblica francese, ho ben riflettuto: il nostro antenato è un uccello. “Ô serefana ni yeliné gna”, come diciamo, noi altri, i Soninke.» E continua: «certo, potrei farfugliare ancora più in alto nei ricordi.» Così ci avventuriamo laddove «all’inizio c’era il mare a ricoprire l’Africa» e il deserto, che «un’origine è sempre figlia di un’origine più antica», ma non si può ricordare tutto, meglio dimenticare il mare e il deserto, e tornare all’esempio degli uccelli che la loro anima «entrò nell’anima degli uomini dalla pelle nera …

Le nostre lingue assomigliano ai loro canti». Madame Ba ci introduce nel suo mondo dove il rapporto con la natura non è ancora stato contaminato dalla civilizzazione: «Come loro amiamo la libertà, percorrere il pianeta. Come loro fuggiamo dal dolore, se possibile, cerchiamo la dolcezza.» Purtroppo non sempre è possibile sfuggire al dolore, la vita e la storia non risparmiano nessuno, nemmeno Madame Ba. Ma la sua forza interiore non l’abbandonerà mai, anche nei momenti più difficili saprà sempre andare avanti. Saranno le sue parole, il suo racconto a restituire il senso del racconto della madre Mariama, legata alle tradizioni, la cui storia si colora di leggenda: «bisogna dimenticarsi di noi stessi, abbandonare la nostra carne e le nostre parole, diventare leggeri come gli uccelli che planano, perché l’aria è rara in queste contrade delle origini. Bisogna imparare a navigare fra le leggende senza mai perdere il nostro orientamento.»

Recensione di IO LEGGO DI TUTTO, DAPPERTUTTO E SEMPRE. E TU? di Sylvia Zanotto

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